Er compasso

Nun ce sta notte che nun ciò er penziero
che presto vado a "piammela 'n der culo"...
poi, a l'impruviso, sparisce tutto er nero
e s'opre 'no spirajo ner futuro.
La luce, er giorno, danno la speranza
me dicheno: "nun è tutto fenito"
abbasta avecce la lungimiranza
prima ch'arivi er conto benzervito!
Io penzo che quanno noi nascemo
ciaspetta 'n'apertura de compasso
così che er cerchio che poi disegnamo
annerà da la nascita ar trapasso!
Amichi mia, ner corzo de la vita
ce vole 'n punto fermo p'anna' avanti:
er furcro... e 'ntorno gira la partita...
e semo difenzori o attaccanti!
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Commenti (1)
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Mauro27 giugno 2010
Ancora un gioiello dalla nostra autrice che ironizza su quel pungolo che tormenta le notti degli ultracinquantenni. Io nella prima strofa mi ci rispecchio pienamente. Ottima interpretazione del ciclo della vita.
