Il ritorno di Fata

...E ti avevo vestita di rose
e raccolto i profumi più rari
e mi ero dipinto la faccia
di tutti i colori che avevo e che so
E mi ero inventato parole
e corso pensieri
e spostato montagne
e imbrigliato le nubi più bianche che c'è.
Ed avevo invitato i miei sogni a far festa
e li avevo pregati a restare lì fermi in attesa,
senza fare rumore o spostare anche l'aria.
E disteso tappeti di brina che brillassero al sole
come fosse smeraldi e diamanti
e gridato alla gente, a tutta la gente.
che domani era adesso, era quì.
E ci avevo creduto e ci avevo contato
e indossato tutti gli occhiali che avevo
e lustrato le lenti
e svegliato ogni elfo
e ogni gnomo e i folletti:
...sì, ...Fata era qui, era infine tornata
ed ancora sarebbero andate le risa e i clamori
e le luci di un tempo, a mangiarsi la polvere antica.
...Per sempre la gioia, a riempire le stanze deserte...
Fata era qui ...e sarebbe rimasta per sempre...
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L'autore
Maurob
…Mi conosco e mi conoscono così, da quel mezzogiorno - suonavano le campane - di un lontano Novembre del ’49, in una viuzza del centro di Reggio (..Emilia). E da allora sono quì, trapiantato bambino a Forlì, cesenate adottivo da quasi 30 anni, ingegnere informatico per caso (IBM prima ed Electrolux poi), sedicente p
Commenti (2)
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Anna Maria Scamarda28 giugno 2010
Quanto bisogno di magia, di sogni, di guardare il mondo con gli occhi dei bambini... vi è in questa vita! Conservare le caratteristiche peculiari dell'infanzia è un grande dono! Versi accorati, che emozionano molto...
Lidia Filippi18 luglio 2010
La fantasia può tutto ed alla fine ecco la fata, apparsa per restare a sorvegliare sogni ed a nutrire la fantasia dispiegandone le ali. Molto dolce e di piacevole lettura, invita a sognare...


