Tempi nostri (la legge del più forte o del più furbo...)

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Una lirica che esprime la condizione che si vive nell'attuale società. Una riflessione totalmente condivisa. Molto apprezzata!
La vita è proprio come una lotta tra gladiatori e belve, una partita a calcio in cui i più giovani avversari ci costringono a non allentare mai l'attenzione... Intanto dagli spalti, come ai tempi dei Romani, il pubblico incita e urla, nella speranza di veder scorrere il sangue prima di decretar, con il pollice verso, la morte dello sconfitto. Inutile invocar Fortuna: è cieca e sorda e... "venduta"!
Bellissimi tutta la poesia, una lotta la vita, bella la chiusa, perché nella vita non si è mai completamente perdenti, c'è sempre una nuova possibilità, saperla afferrare è il segreto... piaciutissimaaa...
Ci si rimbocca le maniche e si cerca di ripartire. Ma le sconfitte son sempre lì che bruciano. Ma forse è meglio se poi servono da sprone per fare meglio in futuro. Una lirica ben strutturata e congegnata, emozionante e coinvolgente. Molto molto apprezzata.
Profonda riflessione in cui si avverte un po' di amarezza dettata dalla consapevolezza della necessità di lottare per occupare il nostro posto nella vita. Lotta che, secondo me, non è solo dei nostri tempi ma fa parte della storia del mondo. Ho apprezzato molto la nota di speranza racchiusa nella chiusa, quell'alba sinonimo di una nuova possibilità.
una poesia molto veritiera che rispecchia realmente il nostro sistema di vita adesso ora piaciuta





