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Fiabe 4 luglio 2010 · lettura 2 min · 8314 letture

La bella addormentata nel bosco

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Era bianca come un petalo, piccina piccina, nella culla pizzi e merletti; arrivò la strega, tutta rughe e bafetti, sputacchiò la maledizione, con la mano alzata. La bambina gemette, come fosse frastornata, fece un rutto diretto, gettando la strega, dal balcone dirimpetto. La ragazza crebbe in fretta, correva felice nel vasto giardino, preferiva vestire top, perizoma e tanga, collezionando amori, col giardiniere ed il fantino. Un brutto giorno, girando per il castello, come una scimmia curiosa, si punse un dito ad un fuso, svenne di botto, cadendo di muso. La sistemarono in una bara di cristallo, col dolby surround, maxi schermo e computer, un bicchiere di grappa, ed una coppa di ciliegie... chissà, nell'al di la può venir sete! Arrivò un principe, su un cavallo bianco, col suo cappello fumè ed il mantello azzurro, si avvicinò lesto, al feretro tristo, incantato dalla di lei beltà, perse ogni contegno. Si chinò a baciarla, pieno di passione, si sentiva un po' stretto, nel vestito attillato, aveva slacciato il colletto, che gli bloccava il fiato, mentre premeva le labbra, su quella bocca di paradiso. Lei russava forte, ma si svegliò adagio, lo guardò negli occhi con sguardo ligio: ''Me stai a schiaccià na tetta, Aò scrosta sta mano, sorcio grigio!'' ''Mia dolce principessa,'' disse lui intimidito, ''vorrei fare di te, la mia grande regina. Regnerai sul mio cuore, sul mio regno al mio fianco, e saremo felici, come un eterno canto.'' ''Si mò nun te ne vai, te giro come na trottola, che quànno tè fermi, i vestiti so passati de moda... te do 'ncarcio ar culo che te ce lasso dentro a scarpa... e poi te do tante de quelle sveje che tu madre nun te riconosce, manco dalla puzza dei piedi.'' La principessa bevve la grappa, si tirò su il lenzuolo e riprese a dormire; mentre la sera scese lenta; la luna le cantò una arcana melodia, ed il principe, mogio mogio, girò il cavallo, e andò via.
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La bella addormentata non vuole più il principe! Preferisce una sana dormita e la sua libertà.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (3)

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Gabry Salvatore4 luglio 2010

Fiaba molto simpatica che nasconde una profonda riflessione sulla nostra società e la perdita di valori, specialmente nei giovani che non si lasciano più trasportare dall'amore ma razionalmente scelgono di essere liberi, senza vincoli e legami. Molto bella!

In Venere veritas4 luglio 2010

povero principe! ci son rimasta male per lui, meglio sia zitello a vita... ma questa principessa, non era forse un'impostora? almeno per la finezza. davvero carinissima questa rilettura, l'ultima strofa è un merletto che chiude benissimo questo ricamo.

Triste4 luglio 2010

Caspita, che caratterino! Mi sa che questa "principessa" non ha proprio nulla di principesco! Povero principe... ma a pensarci bene sai che ti dico? E' proprio fortunato! Come potrebbe vivere per sempre felice e contento accanto ad un simile mostro di rozze maniere? Ahahah moooolto divertente nonostante il risvolto amaro. E' vero, sembra che la libertà sia la cosa più ambita... un tempo era l'amore... questione di gusti... contenti loro. Apprezzatissima.