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Riflessioni 4 luglio 2010 · lettura 1 min · 5448 letture

Il primo tradimento

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Roteavi beato nel tiepido mare in morbido grembo d’ovattato silenzio completavi la tua evoluzione con buffe sembianze di congestionato marziano protetto e nutrito non era motivo di disperazione se lo spazio vitale ti veniva a mancare poi d’improvviso hai visto i tuoi sogni svanire e tracimare quel mare sei uscito dal tunnel con poca convinzione soffrendo e causando dolore han tagliato il contatto con il tuo paradiso adesso sei nato mio caro bambino ma non ti scoraggiare dai... forza comincia a respirare!
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Nessuno vive perché lo vuole. Ma una volta che vive lo deve volere. (Ernst Block)

L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (20)

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Silvia De Angelis4 luglio 2010

Dolcezza ed espressività in una lirica che si sofferma, abilmente, sul periodo prenatale e sulla prima forma di volontà e tenacia per continuare a vivere in questo mondo... Lirica molto aprpezzata

Enio Orsuni4 luglio 2010

poe che sembra un ricordo personale tanto è ben scritta e descritta. continua a respirare figlio mio... non sai cosa ti aspetta. avrai tempo per piangere... molto apprezzata.

Gabry Salvatore4 luglio 2010

Riflessione profonda sulla vita, è vero, nessuno decide di venire al mondo, mettere al mondo un figlio in questa crudele umanità, sembra essere quasi una condanna. Profondi e veri versi, molto bella! fiocco rosso di merito!

Giorgia Spurio4 luglio 2010

già... l'amore e il dolore di un padre... verso il bimbo che ancora non sa cosa sia la vita. bella

P
Pp4 luglio 2010

Stupenda questa tematica, mi sta particolarmente a cuore. Ottima la messa in versi e non potrebbe essere altrimenti, vista la penna. L'inizio di un'avventura... Quella della vita!

Mauro4 luglio 2010

Resto ancora una volta stupito ed ammaliato dalla sensibilità di questo autore che affronta simili argomenti con perizia e semplictà, conducendo per mano il lettore ad esaminare il fenomeno della vita al sua affacciarsi al mondo. Un momento magico ma nello stesso tempo anche tragico, perché con la vita si regala anche la morte che inevitabilmente dovrà essere affrontata. Quando quel "respirare" cesserà, sarà concluso il ciclo. Ma durante questo tragitto la vita avrà generato "vita" e un nuovo ciclo avrà inizio... all'infinito. Mistero della vita.

Importante riflessione... Il bimbo nel grembo materno vive protetto da qualsiasi cosa del mondo esterno. Una volta alla luce subisce il suo primo trauma, ma inconsapevolmente rimane il ricordo di quel mondo fetale. Bellissima poesia letta con grande interesse

Stella Corrado4 luglio 2010

Bellissima riflessione! Ci è stata donata la vita... e contemporaneamente il dovere di viverla... in qualsiasi circostanza. Una risposta tenera per chi non ha più la forza di vivere.

mario calzolaro4 luglio 2010

Ho provato commozione profonda leggendo questi versi. Traspare la piena consapevolezza dei dolori che accompagnano l'iter esistenziale della creatura... alla quale il valente Autore formula un incoraggiamento sublime, concreto, consapevolmente paterno.

Clara Gismondi4 luglio 2010

Respirare è il primo atto di accettazione della vita e se si pensa che siamo costretti ad accettarla lì ci sta anche il nostro futuro. Forse nella vita bisognerebbe cercare di ricreare quella condizione di prenascita dove tutto era possibile! Molto bella e interessante per le riflessioni che si porta appresso...

Bisogna sapere che la vita bisogna saperla assaporare bene, e viverla sempre, e che non si è più in quel gremo materno protetto, cirocondati nel nostro minimo spazio nel qual ci stiamo bene... Saremo parte di un mondo... Ma con la speranza che queste parole da padre adulto consapevole, sia quella guida per affidare al mondo il suo bimbo... Bellissima poesia delicata, intensa!

Barbara Golini4 luglio 2010

bellissimo questo viaggio dalla pancia alla vita... la chiusa è veramente notevole e sottolinea l'importanza del saper vivere ed apprezzare la vita. La citazione di Block molto vera.

Enrico Baiocchi4 luglio 2010

sensazioni conosciute e dimenticate, la prima delusione: venire al mondo, la prima vittoria: respirare da soli, tra questi due apici il miracolo della vita ed il coraggio di viverla. Molto vera e profonda.

Rosa Leone5 luglio 2010

sempre eccellente il tuo scrivere... pieno, e denso di significato... condivisa e apprezzata molto...

Quel primo respiro, così doloroso... E quello strappo... Dal nido all'asfalto della strada, da quel mondo liquido e senza spigoli, ovattato... A questo, che grida, frenetico, costringendoci a competere per conquistarci un posto di rilievo nella lista dell'alienazione... Eppure è l'istinto di sopravvivenza, che avrà la precedenza...

Adriana6 luglio 2010

stupenda poesia, ma soprattutto molto originale, scrivere il dolore e, perche' no, anche la gioia, del bambino che inizierà la sua nuova avventura nel mondo

...sono profondamente commossa leggendo la tua poesia, si deve volere di vivere per amare la sua mamma e il papà, lo deve a loro e a lui ... bellissima!

Lucia Volpi7 luglio 2010

non ti scoraggiare comincia a respirare, bellissima poesia, grazie

Raggioluminoso7 luglio 2010

Lirica simpatica, originale e grande spunto di riflessione. E dal momento della nascita che si incomincia a soffrire infatti e non è più possibile percorrere la via a ritroso. Una continua lotta con grande forza di volontà che deve essere messa in atto. Lirica apprezzatissima!

Daniela Pacelli8 luglio 2010

Che bella! Un cammino, lo stesso per tutti, mi sono tuffata in questo piccolo mondo ed ho rivissuto nei versi la "nascita". Commossa davvero, applausoni e complimenti!