La clinica bianca
laura marchetti
255 poesie pubblicate
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Tra querce secolari
ed il respiro del vento
la clinica era là
maestosa nella sua dignità,
l'atrio bianco accoglieva
i flebili respiri,
i pochi pensieri,
a chi restava solo
da contare il tempo.
Ed ogni volta
restavo a respirare i minuti,
seduta nel suo freddo abbraccio,
quando entrando mi accoglievano
gli sguardi spenti
attaccati a fili di flebo e di speranza.
Pochi lamenti,
il cigolio delle carrozzelle,
scandito da orari di uscite e di riposo,
e lunghe ore trasparenti,
come vuote caramelle.
La clinica bianca,
delle notti bianche,
delle teste bianche,
fra le voci spente e stanche
un canto,
le note stonate di un buon compleanno,
con nella gola un groppo,
un anno di troppo.
Poi uscivo dal suo abbraccio
dalla sua apnea,
mi credevo fortunata
ricordo ancora l'urlo di una ricoverata
- aiutateli -
a chi credeva di essere diverso e vivo
forse oggi,
capisco il motivo...
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi11 luglio 2010
La "mia"clinica bianca si chiama "Fonteviva". Lì si sono consumati i giorni più dolorosi della mia vita, assistendo mia madre. Quando entri in un luogo come quello, ti senti addosso mille occhi che ti supplicano, ti implorano di portarlo via, a casa... Ogni volta che uscivo da quel luogo, mi sentivo così vuota e in colpa che avrei voluto sparire...

