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Dialettali 16 luglio 2010 · lettura 1 min · 4423 letture

Ricordanno i bordelli de Roma

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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E certo che l'anni so passati ma quanti vecchi ce stanno ancora co l'occhi illuminati. Sa ricordano li tempi dei casini quanno i padri annavano lì a svezzà sessualmente i ragazzini. Te devi da sveglià, fijo mio, devi da diventà audace da retta a me, vedrai che poi te piace. Aricordate de la saponetta e de l'asciugamano che te da la signora, pe datte na sciacquata quanno hai fatto tra n'ora. Nun poi rimanè indietro fijo bello, papà te paga volentieri sto giro ner bordello. Padri e fiji così, pe anni e anni, e mogli e madri a casa, a lavà i panni. Racconti a mozzichi e bocconi povera gente che era fiera de calasse i pantaloni. E oggi c'à ripensa a quer passato sembra volette lemme lemme di: forse nun so mai stato innamorato.
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Racconti in bianco e nero, autentici, di un tempo passato, patetico e imbevuto di ipocrisia. Casi non rari di ragazzi appena adolescenti costretti a diventare uomini veri...

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (2)

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Silvia De Angelis16 luglio 2010

Versi bellissimi, abilmente elaborati, graditi alla lettura e molto apprezzati

Enio Orsuni16 luglio 2010

no che me risurti tanto er fatto che li padri... ma nun era mejo quanno che le porcherie se faceveno tra quattro mura che adesso? dovemo sempre ringrazia' la merlini se ha trsferito er casino ne le pubbliche vie a la portata de tutti, armeno allora eri tutelato contro le malatie veneree. la poe e ben scitta e me piace 'n sacco ma...