Nell'ultimo respiro
laura marchetti
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L'ho vista arrivare in punta di piedi,
prendersi e portarsi via tutto,
i giorni, le speranze,
lasciare solo pietosa, i ricordi.
A volte leggera e silenziosa,
a volte con passo pesante e fiato corto
fa paura,
altre volte invocata,
quasi come una canzone.
L'ho respirata, imparziale, ingiusta,
l'ho vista allontanarsi e rapire,
nel silenzio di una notte sparire,
rincorsa o supplicata,
non restituisce mai quello che si prende.
E vestita di bianco o di nero,
so già che tu la seguirai,
tu che adesso mi prometti la vita,
l'amore, che mi giuri fedeltà.
La seguirai come la nebbia segue
il cielo, esalando lieve
come fumo di una sigaretta spenta.
Io ci sarò quando suonerà la campana,
forse tutti, forse nessuno,
forse avrò lavorato abbastanza
per pagarmi il conto con il destino.
Siediti accanto amica mia,
tienimi la mano fino a quell'altare,
tu non sarai al mio fianco,
all'ultimo tocco di campana
mi avrai già tradito,
anima mia,
avrai già sposato lei,
ed io resterò steso,
come un indumento vuoto,
come una casa abbandonata,
nell'ultimo respiro.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Calliope04 Teresa Esposito18 luglio 2010
Parlare con la sua propria anima che ora vede accanto a se quel corpo che ha lasciato con tutta la sua vita passata... Piaciuta tantissimo molto segnificativa!

