Uomo pigro

Uomo pigro che riposa
fissando una parete bianca
fingendo spazi infiniti
per correre libero
da obblighi e affanni
Parlare da solo
immaginare amici
avere nella mente
solo risposte
senza alcuna domanda
Falò accesi nella nebbia
osservare sorrisi baci
sesso scontato
abbracciare per non
annegare in solitudine
Aprire gli occhi
ogni mattina
vedere il mondo di oggi
confrontarlo col mondo di ieri
Sentire nel corpo
quella stanchezza
di chi tira il carro
senza conoscerne il contenuto
con davanti un ologramma
di dondolante carota
afferrare il bicchiere
un rubino vivente
con labbra socchiuse
Rito sacrificale in sangue versato
per il sogno più bello
sensazione soffusa
per cenere esausta che cade
da sigaretta che brucia
come foglia di autunno precoce
La porta non sì apre
ignoto è l'ingresso
nessuna luce in questo rifugio
rischiara il buio
quando la notte
diventa mattino radioso
per l'uomo pigro.
©
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Commenti (4)
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Raggioluminoso18 luglio 2010
Una pigrizia che sembrerebbe dettata quasi da una sorta di rassegnazione. Molto piaciuti i versi, ognuono dei quali molto significativi, per arrivare agli ultimi due che sono superbi e densi di significato. Lirica molto piaciuta!
Silvia De Angelis18 luglio 2010
La pigrizia è una sensazione dell'esistenza, piacevole di tanto in tanto, se abitudinaria nuoce al corso della vita... Lirica ottimamente stilata, molto piaciuta
D
Dalassa18 luglio 2010
Purtroppo è un rifugio ed una solitudine che conduce ad affogare nei meandri dell'incomprensione, malgrado ne siamo noi stessi gli artefici. Ben descritta, letta con interesse.
mario calzolaro18 luglio 2010
La poesia è molto bella ed apprezzata. Apprezzata anche l'immagine.


