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Riflessioni 18 luglio 2010 · lettura 1 min · 1569 letture

Uomo pigro

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marcello plavier 198 poesie pubblicate
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Uomo pigro che riposa fissando una parete bianca fingendo spazi infiniti per correre libero da obblighi e affanni Parlare da solo immaginare amici avere nella mente solo risposte senza alcuna domanda Falò accesi nella nebbia osservare sorrisi baci sesso scontato abbracciare per non annegare in solitudine Aprire gli occhi ogni mattina vedere il mondo di oggi confrontarlo col mondo di ieri Sentire nel corpo quella stanchezza di chi tira il carro senza conoscerne il contenuto con davanti un ologramma di dondolante carota afferrare il bicchiere un rubino vivente con labbra socchiuse Rito sacrificale in sangue versato per il sogno più bello sensazione soffusa per cenere esausta che cade da sigaretta che brucia come foglia di autunno precoce La porta non sì apre ignoto è l'ingresso nessuna luce in questo rifugio rischiara il buio quando la notte diventa mattino radioso per l'uomo pigro.
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marcello plavier
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Commenti (4)

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Raggioluminoso18 luglio 2010

Una pigrizia che sembrerebbe dettata quasi da una sorta di rassegnazione. Molto piaciuti i versi, ognuono dei quali molto significativi, per arrivare agli ultimi due che sono superbi e densi di significato. Lirica molto piaciuta!

Silvia De Angelis18 luglio 2010

La pigrizia è una sensazione dell'esistenza, piacevole di tanto in tanto, se abitudinaria nuoce al corso della vita... Lirica ottimamente stilata, molto piaciuta

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Dalassa18 luglio 2010

Purtroppo è un rifugio ed una solitudine che conduce ad affogare nei meandri dell'incomprensione, malgrado ne siamo noi stessi gli artefici. Ben descritta, letta con interesse.

mario calzolaro18 luglio 2010

La poesia è molto bella ed apprezzata. Apprezzata anche l'immagine.