Novella Venere

Come l'aria
Sei venuta dal mare,
portandomi luce improvvisa
ti ho vista arrivare capelli nel sole
bocca ciliegia occhi ridenti
fra mura basse trovammo
l'accordo del nostro fiatare
era estate eri il fiore raccolto
dal tuo giardino d'amore
trasalimmo al sussulto del sangue
pure tu mi stringesti la mano
per non farmi scappare.
Non capii l'improvviso mutare
con grazia ti muovesti all'intorno
un prodigio mi parve arrivato
ci baciammo e capii che tu eri il prodigio
il tuo sguardo si fece affettuoso
con nel viso un calore diffuso
e il tuo tenero sangue
abbandonò le tue vene
trasferendo l'ardore bruciante
nella nostra canzone nascente.
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Commenti (4)
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Silvia De Angelis26 gennaio 2011
Quel dolce incontro d'amore, seppur vibrante di flebili note iniziali, diventa più consono nel tempo ad un sentimento da vivere in due...
mario calzolaro26 gennaio 2011
...molto garbo in questa poesia... sia nello stile che nei contenuti. Gradita molto
C
Citarei Loretta Margherita26 gennaio 2011
molto musicale questa tua poesia, scritta benissimo, esalta un incontro d'amore concretizzato nel vivere in due, bellissima
Franca Donà astrofelia26 gennaio 2011
uomo antico dal cuore di bambino, questa venere sorta dalle acque è sirena ammaliatrice ...da te splendidamente dipinta.


