Mortorio

Quando oltre la noia
sarà la vita stessa
a trasformarsi in un mortorio
lasciatemi pure in obitorio
al fresco di un bel frigo
occhi sbarrati
e zampe stirate,
non potrei sopportare
omelie, elegie,
lacrime autarchiche,
ipocrisie latenti,
falsi miti
di coglioni inadempienti
omaggi, elogi d'incapaci,
preti papponi
parenti minchioni
vestiti a lutto
con una bella cipolla in mano,
(sembra strano
ma gli occhi lucidi van di moda)
nell'altra una soda
e la speranza che il testamento
non fornisca un pentimento
per la perdita di tempo.
Per elevarmi dalla massa
comincerò a scavare la mia fossa,
ho già il benestare del becchino
corrotto con un bel fiasco DIVINO.
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L'autore
Saldan
Commenti (3)
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Nemesis Marina Perozzi17 luglio 2010
Con il caldo di questi giorni, l'obitorio è forse uno dei pochi luoghi dove sarebbe quasi piacevole rifugiarsi... Quanto al resto, spero proprio di non dover assistere al mio funerale... Non saprei trattenermi da lasciare questo mondo facendo un bel gesto... assai scurrile!
Daniela Ferraro20 luglio 2010
Fantasiosa quanto arguta ed intelligente. Piacevolissima lettura.
Gaia22 Tiziana Porcelli23 luglio 2010
Sarcasmo misto a fantasia e comicità, questo il quadro che è scaturito dal fluire di questi versi, letti davvero con il sorriso sulle labbra.



