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Riflessioni 19 luglio 2010 · lettura 2 min · 5532 letture

Abduction

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Insolito inspiegabile incontro senza appuntamento in un fascio di luce che assorbe, si ferma il tempo. Dita sconosciute propaggini iridescenti pelle diafana ad ultrasuoni; odore di viscido zenzero, acciaio fuso ed ammoniaca, nella mente allucinata dallo shock. Si scompongono le visioni, la memoria rubata nell'esame attento degli elementi per ricomporre un puzzle nel vuoto della psiche. C'è tanta confusione nella testa, vuoti buchi nei ricordi segmenti perduti negli spazi temporali di osservazione delle particelle cerebrali. Ghiaccio secco bollente, fruscio nelle orecchie e nausea fino allo stordimento. Cosa scava nel sangue? Cosa studia le percezioni? Laser, circuiti penetranti, occhi attenti, occhi attenti. Si confondono, si mimetizzano camaleontici fluidi. Ci passano accanto e non ci accorgiamo di niente tra la folla ignara. Nel fondo dell'oceano, tra le montagne più impervie dentro isole cave nidi sconosciuti laboratori volanti. Vivisezioni dell'anima analisi dei tessuti scanner delle impressioni impronte cellulari codificate, clonate, per studiare la specie aliena ...noi... per i nuovi virus interagenti; così tutto potrà sembrare naturale senza troppo esporsi all'estinzione graduale silenziosa, micidiale. La salvezza non viene dallo spazio, i visitatori non portano la civiltà. Ognuno protegge il suo seme, ognuno vede il nemico in ciò che non conosce. La diversità molecolare, genetica, organica, non è solo un diverso colore della pelle ma una struttura vitale cerebrale, formativa chiara e selettiva. Strategie abductions astutamente dirette da menti si evolute ma pur sempre limitate dalla materia viva, padrona dei mondi tangibili ma non di quelli sottili.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Ogni specie tende a salvare il proprio gene e la propria radice a discapito delle altre. La natura insegna la sopravvivenza in tutte le sue forme. Anche le forme di vita aliene fanno parte della natura ed anche loro hanno l'istinto di conservazione della propria specie nell'universo. La salvezza di un popolo si trova dentro se stesso e non attraverso un improbabile aiuto alieno. Sarebbe come gli Aztechi con gli spagnoli... la fine.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (5)

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Angela Merletti19 luglio 2010

Piaciuta da matti questa poesia! E' geniale in ogni verso, in ogni accostamento. Letta d'un fiato ed apprezata tantissimo. Fiocco rosso, naturalmente!

Daniela Ferraro19 luglio 2010

Condivido perfettamente quanto da te espresso anche nel commento. Troppo spesso, come anche la storia insegna, si sta ad aspettare una mano salvifica dal di fuori invece di riunire le proprie forze all'interno e sollevarsi da sè .La solita aspettativa di chi aspetta "la manna" dal cielo invece di farsela in casa forse perché troppo debole o ozioso. E si finisce per cadere, invece, dalla padella alla brace... Ottimo pensiero in rime davvero accattivanti e ben costruite.

Kiaraluna19 luglio 2010

Come siamo la causa della nostra fine allo stesso modo siamo l'unica nostra risorsa di salvezza... se solo volessimo accettarlo invece di aspettarci miracoli dal cielo... Molto piaciuta e condivisa.

Enio Orsuni19 luglio 2010

non sono un credulone ma da studi approfonditi sul tema, ma pare che finché non li abbiamo presi a cannonate siano venuti ad insegnarci di tutto, forse perché siamo loro discendenti? io direi: incontri e no scontri! forse sapremo la verità sul tema. testimonianze, anche autorevoli, ce ne sono anche troppe limitiamoci a valutarle. hai scelto un bel tema per esprimerti in una bella poe!

Elide Fumagalli19 luglio 2010

Poesia che ti rotola addosso invadendoti sensorialmente! Chiusa stupenda.