Al cospetto del mostro

Pagine bianche mi inseguono taglienti,
fuggo lanciando inchiostro a quelle che mi si avvicinano di più
ma creo solo stupide macchie
che come orme si lanciano anch'esse
al mio inseguimento
e da stupida scappo.
Ritorno a inseguire
quelle gigantesche traccie di sangue
che ti lasci sempre dietro,
che ho inseguito anche da piccola,
che calpestavo affascinata
cullandomi del fatto
che non riuscissi mai a riempirle
ma ora forse potrei anche superarle...
potrei anche superarti e scendere ancora di più
senza tracce e finte luci a guidarmi...
scendere ancor più nelle viscere
del mio mostro
tanto già so che mi verrà a cercare
anche quelle poche volte
che mi stendo su prati
dell'orrendo verde,
bagnata dal sole più bollente,
da sola penso di poter scappare,
da sola penso di poter sopravvivere
ma la data è stata decisa
e il mio viaggio è irrimandabile.
Piacere di conoscerti mostro, sono io la tua carceriera.
©
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele22 luglio 2010
poesia emozionante un mostro dentro senza allevamento dove l'inconscio lo fa sopravvivere senza poterlo eludere dal cuore ma messo in fogli con macchie e colori... molto bella e profonda... da poetessa stupenda... complinti e abbraccio
