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Sociale 24 luglio 2010 · lettura 1 min · 3163 letture

Un figlio senza eta'

Daniela Pacelli 1101 poesie pubblicate
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Rasento la dolcezza con repenti sguardi impastata dentro mani di genitori consumati nelle grinze del tempo. -Mentre con flemmatiche movenze intrise d'amore carezzano perlacee gote di un figlio mai cresciuto. La vita strappò loro longeve speranze di vedere invecchiare un pargolo rimasto tale. Ingiusta esistenza hai dato loro la vita strappandogliela dalle braccia di un cielo beffardo che pianse tempeste d'aporia nel capolino di nimbi gremiti di fatui sorrisi. -Impigliati nell'evanescenza di un futuro senza volto scoprendo così che non è mai grande abbastanza quel figlio.
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Riflessioni scaturite osservando una coppia di anziani genitori in spiaggia mentre accudivano il figlio ormai trentenne affetto da handicap ed in quanto tale, completamente dipendente da loro, in ogni suo gesto.

L'autore
Daniela Pacelli
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Commenti (7)

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Moreno il Duca24 luglio 2010

una poesia che fa molto riflettere questa tua, il dramma di genitori anziani vedendo il loro figlio affetto da handicap incapace di vivere una vita normale, il pensiero doloroso dei genitori che va al tempo quando loro non saranno più ... struggente ma bellissima

Chi accompagnerà questi genitori, chi li prenderà per mano quando per loro sarà giunta l'ora... Eppure non è questo ciò che li cruccia... E non sapere che ne sarà di quel bimbo mai cresciuto, quando rimarrà, lui sì, davvero solo... Stasera hai steso un velo di malinconia su questa notte stellata e ventosa, ma quanto mai opportuna e condivisa! Metterò i tuoi versi nel mio scrigno delle parole preziose!

Silvia De Angelis24 luglio 2010

La natura a volte infierisce su persone innocenti, segnando il volgere della loro vita e taluni genitori vivono con questo immane pensiero che li seguirà fino all'ultimo respiro... Lirica molto apprezzata

Ela Gentile24 luglio 2010

Struggenti versi che prendono il cuore e l'anima. Purtroppo molti di questi casi ci sono e comprendo il dolore di quei genitori anziani che hanno un figlio handicappato al quale non possono assicurare per sempre la loro assistenza e si struggono al pensiero del futuro. Hai messo malinconia con la tua poesia che ho recepito e mi coinvolge psicologicamente. Sei brava a toccare questi tasti che non bisogna trascurare e necessitano di considerazione e comprensione. Apprezzata!

Pino Tota24 luglio 2010

Ho esperienze vicine di amici che vivono lo stesso dramma... mi stupisce la grande forza d'animo e l'amore che li unisce nell'assistere giorno e notte questo ragazzo e le rinuncie cui essi si sottopongono affinché il figlio non debba mai soffrire... conosco le loro enormi preoccupazioni e le continue domande che si pongono sapendo che un giorno forse non avranno più le forze per continuare a sostenerlo, avendolo avuto in età relativamente avanzata... mi ha fortemente commosso la tua bellissima di oggi...

Salvatore Ferranti24 luglio 2010

una poesia che mi ha commosso, perché conosco delle situazioni simili... e credo che non sia affatto facile per i genitori. anche se un figlio è sempre un figlio... ma non dobbiamo mai abbandonare le persone in difficoltà perché spesso sono anche le più sensibili...

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cristina biga26 luglio 2010

E' una riflessione che ho fatto anch'io conoscendo una famiglia in simile situazione... l'incertezza per quel figlio malato per sempre con genitori in età avanzata, che finirà forse in qualche struttura. Anche per questo motivo che i figli devono nascere da genitori giovani, la vita non sai mai cosa ti riserva... Queste riflessioni hanno ispirato daniela a versi tristi ma stupendi... come sempre tocca il cuore...