Il Fiero Cavaliere
Giuliano Nardelli
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E come il Sol d'adagia
di buon mattino in terra
per umidirsi il viso
della rugiada sparsa,
tal'io vorrei emularlo
baciando te assopita
sì ché al tuo risveglio
mi trovi lì d'accosto.
E come il cavaliere,
errante e d'armi cinto
per l'incolumità al Re si prodigava,
pur'io vorrei imitarlo
e cinger te al mio fianco
così tu sappia sempre
che Arcangelo sarò
di notte e pur di giorno,
con spada tratta in alto
di fronte avversità,
sia a manca che a levante
sia ovunque tuo l'andante.
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L'autore
Giuliano Nardelli
Commenti (1)
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Pp25 luglio 2010
Piaciuta tantissimo, per i versi dal sapor d'antico e per la fantastica visione di paesaggi che furono. Complimenti alla fantasia dell'autore!
