Ombra. Dimmi di te stavolta
Ho guardato la tua ombra
scivolare nel mio giorno
e sdraiarsi gelida
sotto il sole nero,
vicina e lontanissima,
da uno oblò obliquo
ti ho vista muta
mentre canti e fremi,
seduci e lasci
un'impronta di zucchero,
sul mio tappeto stanco
di solenne pigrizia,
ti alzi e vuoi danzare
come luce al tramonto,
ondeggiando la porcellana
dei tuoi fragili piedi,
rubi al mondo il mondo,
il fiato e il passato.
Dimmi di te, stavolta,
voglio credere che tu sia
qui, davanti l'ombra,
corpo, piedi ed eternità,
niente ali di chimera,
lo ha già inghiottito il vento
il sapore passeggero
delle foglie in pena.
Dimmi di te, stavolta,
conosco bene la tua voce,
le tue mani sfrenate,
il gorgoglio delle tue labbra,
il ruscello dei tuoi occhi,
ma della tua ombra flebile
non vedo che l'ombra,
austera e leggiadra,
cupa e solerte, enigma
del mio desiderio
mutilato al midollo.
Dimmi di lei, allora,
che sparge il mio dubbio
nell'acqua dei sensi;
ti conosco così poco,
sei tutta sangue e splendore,
arida bocca di perla,
mi butti in un prato
fiorito di caos leggero.
Nel mio giorno tumefatto,
non c'è che un campo,
un alto bruno cipresso,
sotto cui mi seggo
e metto ad essiccare
i sogni della notte.
Ma, ora, nel mio giorno
è scivolata la tua ombra
e insieme ti cerchiamo.
Raccontandoci di te.
Sei tutta sangue e splendore...
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Commenti (1)
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Elide Fumagalli25 luglio 2010
Un dolore reso sordo dalla poesia che fa trasparire solo il lato più fugace del soffrire. Ma dentro di essa c'è un vulcano che cova tempesta. Davvero bella
