Cattive azioni
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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Ormai dovremmo aver capito che è il silenzio, il veleno più potente, quello che regala una morte certa e dolorosa, direttamente proporzionale alla lentezza con cui viene somministrato... Anni fa lessi un "godibile" articolo in cui si raccontava che osservando due litiganti, si è naturalmente portati a ritenere vittima chi tace, dando torto a chi sta urlando. In realtà, quasi sempre l'aggressore sibila, sussurra, addirittura tace, provocando la ribellione dell'aggredito, che non ha altro modo di reagire che quella di alzare la voce.
Disarmante nella sua limpidezza d'intenti, il far capire come si possa soffrire in silenzio per decisione d'altri... Molto sentita e condivisa. Un caro saluto!
A piccole dosi, come una goccia di stricnina al giorno, per una morte lenta che sfianca, anche il dolore crea assuefazione e a volte non se ne può fare a meno, Una poesia molto apprezzata


