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Riflessioni 26 luglio 2010 · lettura 1 min · 2722 letture

Cattive azioni

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Non mi dicesti niente di impulsivo quel giorno Somministrasti tutto con raffinatezza anche il veleno del tuo silenzio A volte il mio dolore si fa desiderare come una gioia Ed è puntuale sempre perché sa che non tollero ritardi
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (3)

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Ormai dovremmo aver capito che è il silenzio, il veleno più potente, quello che regala una morte certa e dolorosa, direttamente proporzionale alla lentezza con cui viene somministrato... Anni fa lessi un "godibile" articolo in cui si raccontava che osservando due litiganti, si è naturalmente portati a ritenere vittima chi tace, dando torto a chi sta urlando. In realtà, quasi sempre l'aggressore sibila, sussurra, addirittura tace, provocando la ribellione dell'aggredito, che non ha altro modo di reagire che quella di alzare la voce.

P
Pp26 luglio 2010

Disarmante nella sua limpidezza d'intenti, il far capire come si possa soffrire in silenzio per decisione d'altri... Molto sentita e condivisa. Un caro saluto!

TizianaTius28 luglio 2010

A piccole dosi, come una goccia di stricnina al giorno, per una morte lenta che sfianca, anche il dolore crea assuefazione e a volte non se ne può fare a meno, Una poesia molto apprezzata