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Impressioni 29 luglio 2010 · lettura 2 min · 4388 letture

Nedda (dalle novelle del Verga)

Anna Maria Scamarda 386 poesie pubblicate
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Non mi fu mai la povertà di peso, né i cenci addosso e il gelo e il buio al rincasar la sera, nella boscaglia, fra sassi e rovinose spine; ché, anzi, nascean lo stesso dentro al core le canzonette allegre e il buonumore. Forse... per mitigare un poco la paura, come per quel tremar degli uccelletti soli, ché l'unica compagna è la sventura. Colui che mi creò, nel suo racconto, tenea nell'alma sua tutta la verità di quel mio mondo; ché in quel suo rimembrar davanti alla faville d'un camino, gli fiammeggiò nel core, alle falde dell'Etna, la fattoria del Pino: - E ripensò "a quel vento che incollerito urlava... E le donne che raccogliean le olive nel podere, asciugaan le vesti innanzi al fuoco che ardea di gran dolere..." No, non fu mai questo a spaventar mia sorte, neppure a mamma mia di stenti morta. Né a Janu, l'unico amor che il sole accese in petto, e morte volle poi, strapparmi il mio diletto. Prima del nostro "Si" mai benedetto. Né mi fu men la Fede, in tutte le sventure. Quel che mi ruppe l'ossa e mai comprese il senso, che il frutto del candore ne fosse per la gente il gran dissenso. Dei "benpensanti" lo sterile pensiero che vede il male nell'Amore Vero. Così, spento che si fu il sole sulle mie quattr'ossa, e nessun che m'offrisse da sudar due lire, forte, mi strinsi al vento con tutto il mio ardire. E quella mia piccina, ai margini d'un mondo che la considerò rovina. Ed ella, gelida e smunta, fra le mie braccia ancora, tremò per un momento... E poi... s'arrese al vento.
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Catania 28/07/2010. I versi traggono ispirazione da una delle più struggenti novelle del Verga. Che vuol mettere in luce, nel pensiero verghiano, la cattiveria, l'aridità di coloro che vivono nell'agiatezza. In "Nedda" il Verga confronta l'umiltà, la timidezza, la rassegnazione dele sue creature umili con gli animali che non rappresentano affatto l'animalità, come accade nel neorealismo, quanto invece, la pazienza, il silenzio, la mancanza di protesta e di critica.

L'autore
Anna Maria Scamarda
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Commenti (9)

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Sono emozionata ed infinitamente commossa da questi versi, che rielaborano una delle più belle pagine del Verga con una passione ed un coinvolgimento tali da inumidire gli occhi. Sciolto, il tuo raccontare, e impregnato di un amore viscerale per la tua terra, così come lo fu il Verga... E grandissima la tua capacità di non limitarti a raccontare per sommi capi la storia, ma inserendo, tra le righe, una spiegazione dei comportamenti e il ruolo della sorte, alla quale i personaggi si sono arresi.

Aldo Bilato29 luglio 2010

quoto Marina sicuramente e aggiungo... che la tua stesura m'a rapito... veramente... perché hai messo in versi... tra l'altro stupendi... la sintesi più vera e arguta che si poteva estrapolare... a tnto dire... dal molto intendre il suo pensiero... lasua capacità di cogliere... ciò che della terra sua... allora... e nostra oggi che nelle tematiche di poco è cambiata... complimenti... cià*

Una poesia molto coinvolgente da appassionare il lettore nel riflettere su ogni singolo verso. Alla luce di quanto è espresso nella meravigliosa novella del Verga che tra l'altro adoro, possiamo intercalare benissimo, nella nostra realtà,ciò che distingueva i personaggi verghiani. Ci sarebbe da parlare tanto e lo spazio non basterebbe per cui mi fermo e mi complimento con te Anna Maria ...è davvero una poesia molto bella nello stile e significativa nella lettura

Daniela Pacelli29 luglio 2010

Una poesia che coinvolte fino all'ultimo verso, è poesia, è sapienza, è sentimento rivisitato con sensibilità magistrale. Brava Anna, ci insegni e ci imprimi sempre delli sentimenti ed emozioni bellissime. Un grande applauso!

Silvia De Angelis29 luglio 2010

Meravigliosi, affascinanti versi, su cui posare, in modo profondo, l'anima. Si sofferma, l'autrice, su uno dei più intensi elaborati del Verga, in modo davvero stupendo e coinvolgente, trasmettendo abilmente, grandissima espressività Lirica molto apprezzata

Giorgio Lavino29 luglio 2010

Poesia di valore letterario, complessa e ben congegnata. Un lavoro non da tutti. Davvero brava la nostra Anna Maria. Un

Salvatore Ferranti29 luglio 2010

Io amo Verga... un grande della letteratura! E questi versi mi ha molto emozionato, perché parla di una novella senza dubbio tra le più significative. l'autrice.

V
Violeta C30 luglio 2010

Honorè De Balzac in una delle sue novelle " Il cugino Pons", descriveva con un'intensità unica, la vita e la personalità mutevole delle persone al cospetto del dio danaro. La novella Nedda, è una delle perle della letteratura internazionale. Verga è un autore "sempre verde". Bellissima riflessione, degna della poetessa che lo ha scritta. Fiocco

Raggioluminoso31 luglio 2010

Una poesia molto coinvolgente, appassionate che prende e rapisce il lettore. Lirica molto ben stilata e che denota grande cultura, non senza tralasciare un grande messaggio. Molto piaciuta ed apprezzata!