Così lontano
laura marchetti
255 poesie pubblicate
+ Segui

Pensavo di averti già persa,
la vita ci aveva già divise,
e poi riscoprire in quest'aria tersa,
il piacere di cose condivise.
I nostri anni di scuola, i nostri segreti,
le canzoni, cantate a squarciagola,
negli angoli dei sogni più concreti.
Di te ricordo i pomeriggi dopo la scuola,
a raccontar di fiabe e di segreti,
fra le radio ed il negozio di tuo padre,
le collezioni di farfalle, alle pareti.
Quando cucinavamo dolci,
in compagnia dei nostri complessi,
i nostri brufoli, i capelli
le nostre incertezze, che con lo smalto truccavamo
in lucide amarezze.
Non eri tu che eri troppo alta,
ero io che mi sentivo bassa
e mentre tu mettevi le ballerine,
io mi infilavo i tacchi e camminavo sulle punte
impacciata, spacciavo le mie storte in eleganza
e tutti quelli che mi vedevano
ricordi? Mi chiedevano se avessi fatto danza...
Tua madre, bella ed austera,
il piccolo cane, come un fratello
tua nonna artista ed un fratello intellettuale,
anche lui poi ho perso di vista.
Il negozio di animali e di pesci tropicali,
la contabilità dopo i festini della scuola,
poi è arrivato lui, ci aveva già divise,
vestito con gli occhiali, il lavoro, l'amore,
il motorino, la libertà, la maturità,
mentre sognavamo già di fuggire via di là.
Come vedi non ho perso il vizio,
parlo sempre troppo, sono sempre la stessa,
non ho mai vinto col destino
ricordi? Quella famosa scommessa.
Le nostre speranze, le nostre canzoni,
io che amavo i cantautori e tutte le canzoni di Baglioni,
sedute cantavamo a squarciagola,
in un'estate lunga, di rondoni.
Il tempo è ritornato, ha mantenuto la promessa,
scusa se non sono cambiata, se in fondo son rimasta
sempre la stessa, di ieri
quando sulle scale del palazzo correvamo
ed i soffitti alti ci sembravano,
quel cielo, allora ancor
così lontano.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Salvatore Ferranti29 luglio 2010
bella poesia sull'amicizia. letta con particolare interesse. e molto apprezzato lo stile.

