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Riflessioni 31 luglio 2010 · lettura 1 min · 3460 letture

Reporter d'un sogno mai approdato

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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Rimò anche sull'ultima cannonata incurante della ferita riportata: remò verso la dea bendata. A poppa mise le stigmate ai calzini; ad asciugar le lacrime i ragazzini: a prora pane e marmellata, paura. La notte visi pallidi nel lume rivolti verso l'ultima speranza sognavan d'approdar sulla luna; un bagno caldo: pretesa d'arroganza. Spostarono l'orizzonte troppo in fretta e all'alba il miraggio era lontano: dovette così riscriverne la storia stringendo un crocefisso nella mano. Ricominciò da chi non era morto: parlò di sè e della sua vita.
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Aldo Bilato
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Commenti (8)

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mario calzolaro1 agosto 2010

...bella! Ne condivido pienamente lo spirito ed il messaggio. lo stile è quello, ben noto e ricercato del mio grande Amico Aldo!

Clara Gismondi1 agosto 2010

La trovo molto bella: come un viaggio nella propria interiorità, nella propria storia... un destino che va a sfuggire di mano qualche volta ma sei vivo!

Silvia De Angelis1 agosto 2010

Intensa originalità, immersa in un inconfondibile stile, che rende particolarmente interessante una lirica, che sento soffermarsi, su toni introspettivi... Poesia piaciutissima

Doraforino2 agosto 2010

Versi scritti con stile originale di cui ho apprezzato molto.

Barbara Golini2 agosto 2010

originalissima. Un costante andare avanti nonostante tutto, il coraggio di chi si fa forza e si ribella con il proprio agire al destino... non so perché ma mi hai fatto pensare alle storie di vita che la Dacia Maraini spesso descrive... un'umanità vera quella che traspare dal tuo versificare, un'umanintà sofferta.

Raggioluminoso2 agosto 2010

Non sempre siamo in grado di percepire le parole delle altre persone e quando poi ce ne rendiamo conto, è troppo tardi. Se così fosse, potrebbero essere anticipati anche drammi che si consumano entro un silenzio pungente. Mi ricorda Pincher Martin di W. Golding.

T
Tulipano Nero2 agosto 2010

Noto un poco ordinato utilizzo della rima. La poesia ha però del potenziale, pur inespresso

Eppure sono convinta che basterà incominciare a parlare di noi, della nostra fragilità, dei nostri errori, delle nostre colpe... e sarà già un aiuto... mettersi a nudo...