Lacrime d'en- soph

Lo senti,
lo Stige è in tumulto,
urla di dolore
travolte dalle acque nere;
Malkuth
è sprofondata nel caos,
Uriel
ha aperto le porte dell'inferno
i morti si riversano
nel crepuscolo,
i vivi cadono
sotto i colpi dell'ingiustizia.
Mi- ka- El
affina le armi,
Rapha- El
cura le piaghe inflitte
da Asmodeo.
Gabri'el
porta il pianto
e la disperazione degli uomini.
La vedi,
la madre Sophia
ha chiuso gli occhi
vuoti
ad un'altra donna,
stuprata,
violata nella sua essenza,
umiliata,
uccisa.
Il suo calice
sanguina
della lussuria del mondo
sporca di arroganza,
violenza
e orrore;
la terra trema,
il fuoco divora,
l'acqua inghiotte
le pianure nelle sue fauci.
Tutto questo ha un senso,
niente è per caso;
i signori delle tenebre
gettano le loro ombre
nelle menti degli uomini,
ed i virus
infettano il respiro.
Nephesh,
Ruah,
Neshamah,
si sono inaridite;
Melekh,
la radice della vita
ha dimenticato il significato
dell'esistenza...
Mentre la luna
si nasconde
nel suo velo nero,
Aziluth
vaga nel buio
del disorientamento.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (1)
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Raggioluminoso7 agosto 2010
Per questi versi così significativi bisogna risalire a Isaia (43, 7) ove il raggio di luce si dispiega in quattro grandi stadi. E non c'è più luce per chi subisce la violenza perché l'incubo è sempre presente e non si può cancellare l'orrore. Versi che denotano sensibilità e cultura. Molto apprezzata!
