Branwen corvo bianco
La terra
si spoglia e si riveste
degli umori della fertilità;
mentre il vento
porta il profumo di Avalon,
il bardo intinge
la sua penna di cigno.
Sale il ponte
dell'anno lunare
e dell'anno solare;
luna blu del cielo divino,
anello di fuoco
sopra il grembo degli oceani.
La sorgente
sussurra
i legami dell'amore
e gli incantesimi dell'anima
che ritrova
la sua metà smarrita.
On ceochàin ama,
ò na foinsì seo de shaòl na,
trìd na geataì bhàis
ar ais ar eochracha an spiorad.
Codarsnach teacht le chéile,
ar ais ar an taobh eile de chuid an fàinne
a gcomhlànaìonn an nasc
agus aontaìonnan dà phàirti.
Corvo bianco,
petto candido,
volo eterno
dalle profondità del lago;
nel potere,
nel mio canto,
traccia un sentiero
ed il mio cuore,
sarà per sempre
pago.
Trad. parte in gaelico
Dalle nebbie dei tempi,
dalle sorgenti della vita
attraverso le porte della morte
ritornano le chiavi dello spirito.
Si congiungono gli opposti,
ritorna l'altra parte dell'anello
che completa il legame
e unisce le due parti
di una sola.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (1)
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Raggioluminoso8 agosto 2010
Branwen, figlia di Llyr - l'eroina più poplare della poesia gallese riaffiora in questi versi che evocano miti e tradizioni ancestrali. Nella storia di questa "dea" molti sono i simboli magici. Una poesia molto originale per un poeta che fa sconfinare il lettore in epoche e miti non molto conosciuti.
