Case accoglienza - crocevia di uomini
Una sconosciuta sera
racchiude un giaciglio di fortuna
di case ristrette a catena
tra colpi di tosse e silenzi forzati.
Mura sottili raccontano storie
e piccoli balconi hanno striminzite
piante di basilico
che qualcuno annaffia
nell'illusione di apparente
e quotidiana vita.
Poter dire nei dettagli
l'universo parallelo che si snoda
in percorsi solidali e piccoli traguardi
ma non riuscire a descrivere
il nulla che lo avvolge.
Giochi sospesi
tra speranze e lotte
lontane le ire di un tempo
tempeste di sabbia
e di sana incoscienza.
Lontane le guance rosate
di bimbi dagli occhi segnati
eppure ancora capaci
di ridere.
Qui ci incrociamo, ci riconosciamo
negli occhi e nelle pieghe amare
di labbra spesso tremanti.
Ci raccontiamo
senza abbellimenti
crude verità ai limiti del bivio
non abbiamo bisogno di parole
non abbiamo colpe
ma ci nascondiamo
come ospiti non graditi.
Perché la verità spaventa
Perché la morte che portiamo a spasso
fa sempre paura
perché è meglio non pensarci
non annichilirsi
dentro strettoie di angosce altrui
basta una pasticca e si dorme d'un fiato
basta una pasticca e si dimentica
basta una pasticca e non si vedono più
anguste case e solitarie vite
sfinite piante e grigi cieli di confine.
La sera avvolge tutti i sudari
mentre scrivo per non dimenticare
mai più.
©
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L'autore
Novara Marianna
Sono una donna come tante che lotta tutti i giorni come una donna qualunque, con un piccolo difetto: amo scrivere. Sono una donna semplice che proprio nella semplicità del cuore trova la profondità del suo essere e travalica i confini del finito. A che serve una foto, sapere gli anni, potrei essere bellissima o no,
Commenti (1)
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dragonero10 agosto 2010
il tema è buono ma la poesia è esposta e non lascia nessun margine di immaginazione, non ci sono passaggi dettati dalla personalità dello scrivente ma solo una descrizione quasi giornalistica da articolo riempitivo per un fondo pagina la poesia è dire coprendo il sentimento è lo spazio non detto f