Tre crocefissi e mille bestemmie
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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Riflessione provocatoria che offre molti spunti critici, in primo luogo sul concetto di fede e carità. Spesso si critica gratuitamente chi cerca di fare del bene, al di là della confessione religiosa e dell'intensità dell'approccio religioso che questi possa avere. Penso che un messaggio debba essere centrale nell'uomo: homo sum humani nihil a me puto alienum esse. In altre parole esiste un principio d'umanità che trascende il fatto di credere o meno in Dio, è la pratica del bene che è legge fondamentale dell'amore universale. Grazie per questo pensiero profondo che ci coinvolge tutti.
Io non ho conosciuto la mia nonna paterna perché sono nata quando lei era già passata a Miglior Vita, ma mia madre ed altri parenti, di lei, mi raccontano che quando, per caso, le capitava di udire, poco distante da lei, qualcuno bestemmiare, digiunava per giorni e si sottoponeva ad altre mortificazioni, ritirandosi per lungo tempo in preghiera, per espiare i peccati degli altri. E mio nonno, redarguiva costoro severamente, dicendo loro di camminare il più distante possibile dalla nostra casa. Ma la bestemmia più grave, a cui credo si riferiscano gli splendidi versi dell'autore, è proprio quella per cui Gesù si pronunciò agli ipocriti:"Puliti di fuori e sepolcri imbiancati dentro". E comunque, l'amore per il prossimo, può rivelarsi dal cuore delle persone, a prescindere dall'essere credenti. Condivisissimi versi!
L'offesa arrecata con la bestemmia,è doppia, considerata la derisione del segno della croce antecendente, per chi lo compie se credente( a modo suo direi) nei confronti del Creatore. Ma lo è anche verso sè stessi e al dono del pensiero e della parola, che sinceramente, in certi frangenti mi vergogno di aver ricevuto per l'abbietto uso che sempre più spesso ne viene fatto. Una sentita e condivisa riflessione, profondamente apprezzata.
Potrei sintetizzare questa tua splendida riflessione con il proverbio popolare "Predicare bene e razzolare male". Sì, forse, nel nostro piccolo, qualche volta l'abbiamo fatto tutti, inconsapevolmente, ma diventa una pratica spregevole quando viene compiuta deliberatamente, quando coinvolge la miseria umana, il disagio, la solidarietà sbandierata a parole e poi rinnegata nella pratica!
A volte mi domando che scopo ci sia a bestemmiare se uno non crede – non ha senso!. Da piccola mi hanno insegnato a dire due piccole preghiere ogni qualvolta avessi sentito nominare ... invano.
se segnarsi equivarrebbe ad annullare quanto ci opprime il rimorso di aver omesso la migliore qualità che dovrebbe essere un modello di vita, tutto sarebbe più complicato. poiché la croce è una invenzione ecclesiastica di varii secoli dc. il peccato più grave, a mio avviso, lo commettono proprio i credenti che bestemmiano (con intenzione) e no chi lo fa per abitudine dimostrando solo ignoranza piché bestemmia senza pensare minimamente all'entità che offende. la poe, come tale, merita un encomio!





