Dentro e fuori

Tutto pronto,
apparecchiato come sempre,
da abitudini animali.
Sembra vero,
quasi reale,
questa atmosfera primordiale.
Lentamente, poi repentina,
la passione che scioglie
il nero fumo delle tenebre cerebrali.
Accarezzo, insieme, morbidi giacigli,
prima dell'abbandono nell'irreale.
E' un altro mondo,
quasi spirituale,
che fa della nostra materialità
un affare.
Uno squillo, un suono parentale,
all'improvviso ripiombo nel buio quotidiano.
Forse è il sogno o un desiderio vergine,
che va gustato appieno,
senza che il veleno sociale,
irrompa con frequenza,
nell'istante sostanziale.
Metto in tasca,
una manciata di ricordi recenti,
nell'attesa che si ripresenti l'occasione.
Ma è l'impronta che va toccata,
assoporata e mangiata.
Miele presente su dolci seni,
suoni freddi e caldi assieme,
nell'autentica fusione universale.
©
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