Fuggire non è servito a niente
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (3)
Chissà perché mi viene in mente la leggenda di quell'uomo che, per sfuggire alla morte si rifugia a Samarcanda, dove se la ritrova seduta sul letto che lo aspetta, felice di vederlo dopo aver temuto che non arrivasse in tempo all'appuntamento. Forse sei fuggito temendo che quell'ombra che ti pedinava fosse la Signora e non ti sei fidato di chi ti diceva che non tutte le ombre vogliono fare del male... Ma ora ti ritrovi imprigionato in un groviglio di paure e di incertezze, mentre ti struggi per la mancanza di quell'ombra, che, ispirandoti la fuga, ti spingeva all'esplorazione, all'avventura...
Saper affrontare con energia e coraggio le difficoltà senza fuggire... la fuga non serve proprio a nulla... solo a dimostrare che siamo perdenti! Lirica molto piaciuta
Sembra quasi un incubo, un'ossessione di cui si colgono devastanti effetti, come l'angoscia. Senza dubbio ci sono fantasmi che ci opprimono, ma prevale il sogno che hai rappresentato con la metafora del raso pregiato. In sintesi, bisogna liberarsi. Testo molto apprezzato e condiviso nei contenuti, la forma è interessante come sempre. Elogio sincero.


