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Impressioni 19 agosto 2010 · lettura 1 min · 2057 letture

Giuditta

Saldan 202 poesie pubblicate
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Il tempo è nella sabbia che filtra dai tuoi occhi ricordi ancora il mare di Giardini? Io no perché non c'ero mentre ero accanto a te non vedevo dai tuoi occhi coi miei passi lenti spenti... come spento era il lampione di piazza Navona quando a Roma più di un lustro fa mi sputasti in bocca quell'ultimo bacio da Giuditta più che Giuda. Hai ancora il sangue del mio capo mozzato sui tuoi seni.
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Giuditta è un nome di fantasia... o meglio un riferimento alla Giuditta biblica...

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Saldan
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Commenti (4)

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Davvero fa questo effetto la delusione d'amore? Forse sì, perché anche a me è capitato di vedere una testa rotolare giù dalle scale di casa mia e non mi sono accorta subito che... era la mia!

Giorgia Spurio20 agosto 2010

"hai ancora il sangue del mio capo mozzato sui tuoi seni" tosti gli ultimi versi! bella... un amore che si spegne come un lampione, la luce che lei non riflette più nei suoi occhi... e quel suo bacio sputato, rigettatto, rinnegato, un bacio tradito. e quegli ultimi versi, che hanno in sè l'ambiguità dei sensi e delle immagini... una metafora dentro altre metafore... il cadere stanco dopo un orgasmo, del quale rimane un ricordo, un flashback che trafigge la mente mentre si cade verso l'abbandono senza più lei, e come nella legge del contrappasso tramortito l'uomo cade mozzato. stupendi versi (perdona la mia caricatura)

Daniela Ferraro20 agosto 2010

Immagini quasi marmoree, scolpite nella memoria e che riemergono in crudi accenti... Una grande potenza poetica, complimenti.

Clara Gismondi21 agosto 2010

la scelta di Giuditta l'ho trovata divertente nonostante tu parli di una storia d'amore che ti ha visto deluso. Il tempo lascia qualche granello del passato ma tutto scorre e si consuma e la sabbia si lascia trasportare dal vento. Molto bella!