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Satira 21 agosto 2010 · lettura 2 min · 2471 letture

Non voglio buttarla in politica

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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La privacy? E che è? Roba per lavarsi i denti? Io sono italiano perché non mi parlate non dico con la lingua di Dante ma almeno con quella dei fiorentini postmoderni Io conosco la riservatezza Ma non ne capisco tanto So solo che a molti brucia molto quando li pizzicano che stanno morsicando il lardo Non voglio buttarla in politica ma a me la privacy come parola già mi fa proprio schifo perciò toglietemela pure tanto io non ho sacche puzzolenti da nascondere A me se mi spiano al massimo possono scoprire che vado spesso in trattoria che tradisco mia moglie con la sporcacciona di via Roma che s'è fatta tutto il borgo ma non è una puttana come quelle che si fanno chiamare con un nome pur esso straniero ma alla fine vuol dire lo stesso che non la danno in cambio di niente Anzi vanno con i potenti in cambio di un sacco di soldoni che non vanno ai poveri di Canalone Che dici che parlo così perché non ci sono capitato io? Certo stiamo sotto il cielo meglio dire che stiamo nella merda e qualche scheggia di letame può capitare anche in faccia a ma che sono puritano Ma se mi pizzicano ma quale privacy e quale riservatezza fatemi sentire un verme perché è giusto che tutti devono sentire la puzza della cacca che sono io E anche se è troppo intensa per favore non spegnete il televisore
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Mi sono divertito tano a scrivere questa poesia: anche se è una di quelle poesie che a lungo andare dimentichi di averla scritta. il mio intento di gridare a tutti la grande truffa che sta nella difesa della privacy: E’ vero si può aprire sul tema un gran dibattito, ma credo in sostanza quelli che ci sta a cuore difenderla a spada tratta sono quelli che non vogliono essere sputtanati quando colti con le mani nel sacco. Il punto, a mio avviso, è solo questo. Il resto sono solo chiacchiere che servono a sviare il nocciolo della questione. Posso anche sbagliare - ma non credo affatto di sbagliarmi - ma la situazione è questa.27 luglio 2019
L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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