In fin dei conti
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La poesia, come l'arte in genere, non offre nulla di commestibile da mettere sotto ai denti, però è il nutrimemto della nostra anima. Perché dovremmo instillarle il virus dell'inappetenza e lasciarla morire d'inedia?
"Dorme. Il mio dolore è stanco e adesso dorme sul passo bianco di una forma informe non striscia, non scudiscia col suo enorme peso delle inquietudini malferme. Dorme. Fermato da un anelito deforme cullato tra due versi senza norme... Il mio dolore adesso dorme inerme." E' vero, non dà da mangiare, ma quanto fa bene al cuore! Cià
Non dà da mangiare al corpo, ma all'anima si e le tue poesie per fagocitosi entrano nelle vene di chi ti legge con una velocità straordinaria. Non smetterò mai di ripeterlo, per me sei il numero uno. Aldissimo!
Si nasce a volte con i versi nel cuore, sangue che scende nelle vene e dà vita, non importa il foglio come la penna è un mezzo... Ripeto e mai mi stancherò sei nei tuoi versi di grandiosa unicità e bellezza, chi vive per l'arte, quella mirabile, non può che riconoscere...
La poesia... unica assoluta forma possibile che ristora unica che nasce per dare... per donare ciò che sta nel cuore e nell'anima se riesci a berla ti darà ristoro... ciò che immaginiamo e mettiamo su carta è minestra che sfama che dona cibo all'intelletto... e ti aiuta a campare.
Rimare e scrivere per il piacere di farlo e appagare quell'intrinseco bisogno dell'anima... anche se per molti ciò è incomprensibile e del tutto superfluo... Poesia significativa, molto piaciuta
Ci si perde in mille cose in questa vita di m... a! Ma tu, in fin dei conti, nella scrittura e nei tuoi versi trovi sempre te stesso, genuino, sagace, vero, ribelle quanto basta, In fin dei conti le cose che scrivi hanno valore... un grande valore
Provocatoriamente ALDO! davvero una bella provocazione in versi. Sempre meglio e... con vento in poppa!
...altro a cui pensare... ma in fin dei conti è l'unico appiglio a cui si rivolge la nostra sensibilità per cercare di ritrovarsi nei versi che ci detta la nostra anima... Comunque una provocazione che ben ci vuole per scuotere la riflessione...
Non posso controbattere a questa tua perché capisco che a volte ci sono priorità ben più impellenti che divorano l'anima e tolgono la voglia di combattere anche solo con parole di poesia. Ma la poesia è anima e tu ce la metti... e non solo... ha stile e tu ce l'hai... prendi le distanze dal vociferare ingarbugliato e sconsiderato poco onorevole per chi ne fa uso tanto che non dovrebbe considerarsi attendibile ... Abbi cura di te.
I versi non si "mangiano"...però,alimentano... in quelle implosioni... stiracchiate in attesa di compiere balzi dell'anima sul foglio. Bellissima!
No quel foglio bianco non ci da da mangiare, ma sicuramente siamo noi ad alimentarlo di emozioni che siano belle, brutte, di patologie, di senza testa... Sono vite vissute e anime che parlano! Non c'è niente di meglio di un foglio bianco da riempire, che una mente vuota! Grande Aldo!
...nel chiacchiericcio quotidiano... meglio sorvolarlo questo ronzio, grandiosa poesia di stesura e contenuto, capita spesso che per motivi superiori distratti sentiamo la poesia allontanare e " anche se non ci alimenta " ma è l'anima che ne sente il bisogno versi di genialità stra- piaciuti, molto condivisi!
leggo solo ora purtroppo questa tua nuova chicca! Credo sia difficilissimo riassumere in poche parole il concetto espresso da Rimbaud e ripreso con maestria da Bilato. Il concetto della poesia che non da da mangiare si può intendere anche come una forma di protesta verso una forma d'arte( quella poetica) che non da da mangiare mai perché poco apprezzata. Oggi tema attualissimo visto che la poesia è molto difficile da capire figuriamoci quando di gran spessore come questa tua. Grande!
Leggendo questa tua poesia. Pensando a te. La scrivo qua, così la leggi solo te, le poesie "vecchie" non le guarda mai nessuno. Si fermano tutti alla prima pagina. "Ponzio Bilato" Le zanzare pungono dov'è dolce il sangue. Quando trovano non smettono. Divieni il pasto preferito. Se tu fossi stato Ponzio te ne saresti lavato le mani. Ma siamo umani. Quindi capisco. Ma non lasciar che gli insetti banchettino col zuccherino succo della tua collera. Dona pillole di gioia, di genialità e saggezza, esprimiti con parole che loro non possan intendere. Perché la genialità non si fa capire. Si fa guardare. * Ammirare *













