Castelli di carta
laura marchetti
255 poesie pubblicate
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E poi salire, arrampicarsi su, fino al cielo,
lassù dove con orgoglio sventola il tricolore,
con l'agilità di scoiattoli, con il coraggio
di guerrieri, con l'abilità di chi la vita
la costruisce con le proprie mani,
con il sudore che imperla la fronte
ed il sole che cuoce la schiena.
A rincorrersi gli accenti e l'eco dei loro nomi
molti del sud e stranieri,
da paesi lontani con in tasca un sorriso
ed un biglietto di ritorno
e dalle loro mani case e palazzi come castelli,
lisciati dalle rughe quelli più vecchi,
circondati da reti e impalcature
come nelle mani di estetisti
le case, dietro le retine.
Pomeriggi di sole, mattine di brina,
mani impolverate, insanguinate, intirizzite,
mezzogiorni di pause sudate e gavettini,
Costruire...
Io che so solo costruire sogni,
nel mio cantiere di castelli di carta.
Ci si perde lungo le strade di questa
vita, sospesi nel vuoto dell'indifferenza.
Un attimo, fra una pausa e l'altra,
- Loris non c'è più -
se n'è andato in un giorno freddo,
bianco di neve,
come la morte.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti27 agosto 2010
una poesia che mi ha emozionato come poche. splendida nella stesura e molto delicata.

