Tesori nascosti
Dopo lungo scavare
Finalmente un varco s’è aperto
Nella profonda notte del mio passato,
Dove c’era soltanto il buio più cieco
Ora brillano immagini e luci,
istantanee remote
che colgono violenti attimi andati,
la mia mente segue impotente quest’esplosione,
cercando di svelare l’arcano segreto di tante visioni.
Ma è una vana fatica
Voler tradurre certe emozioni
Facendo uso della ragione.
Lascio scorrere inerte queste pagine del mio tempo
E cerco di far si che il mio presente
Si fondi con quel passato per tanto a lungo assente.
Sopra la panca la capra campa,
Francesco Ferrucci mentre gli segano la gamba,
una sedia e Charles Bovary ed una stretta al cuore che mi attanaglia.
Una stalla e Gesù che scaccia i farisei dal tempio.
Il piccolo fiammiferaio e mi sento invaso dal dolore.
Coke, lignite, litantrace, antracite.
Una strada ed il folletto che rapisce i bambini.
Io sopra un fienile mentre Socrate beve la cicuta.
Tantissimi lampi che nitidi scorrono lungo lo schermo della mia mente.
Io sereno affondo in questo caldo mare di sensazioni,
non cerco nessi e non cerco sensi,
ma sentendomi sempre più ricco mi lascio andare,
certo che vi è una fine per ogni naufragare
e che ogni apparente confusione ha poi la sua risposta.
©
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Commenti (3)
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S
Saffo9 luglio 2006
un po inquietante all'inizio con quelle immagini che scorrono veloci... ma mi piace!
M
Maria Francesca9 luglio 2006
bravo, mi piace molto questa poesia, . alla prossima
A
Angeloantico9 luglio 2006
... tesori nascosti, che hanno un senso solo per noi, ed a volte sembra che non ne abbiano affatto... ma sono sempre e comunque tesori, che danno sensazioni in cui poter naufragare, ho letto volentieri questa tua poesia Michele,