Notti d'estate di filo spinato
Giorgio Lavino
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Fregola di vita s'arrampica
per non cadere sotto un cielo
che puzza di silenzio forzato
in una cento notti di un'estate
di filo spinato che avvolge
un letto senza speranze
Si ode l'urlo di una vecchia stagione
che s'abbelliva per chi ora
dorme senza sognare
S'alza per i corridoi
il frastuono delle sue notti di sale terso
con i cornetti in gola
e la frenesia della vita nelle viscere
Fuori la stanza c'è il mare
di sangue di chi non ha
più la forza del pianto
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (2)
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Vilma28 agosto 2010
Molto bella, descrizione perfetta di uno stato d'animo
Nemesis Marina Perozzi30 agosto 2010
Di filo spinato sono avvolte le nostre notti senza sogni, perle di una collana di silenzio che ci stringe la gola, mentre soffochiamo nel mare del nostro stesso sangue. Quanto può essere dolorosa la stagione del sole, del calore e delle lunghe giornate, quando ad esplodere dovrebbe essere la vita, invece sentiamo un brivido gelido sfiorarci la pelle...


