Delirando

Mentre cercavo di obliare nel sonno
riposando le mie membra
affaticate, languivano in me
spiriti vitali oppressi
da torpore naturale.
improvviso Cupido m'appare
armato di faretra ma privo
dei suoi ornamenti
triste in volto come non lo vidi mai.
domandai perchè
fosse così dimesso
con ali gualcite
e disordinato d'aspetto
Ei così rispose " il mio canto
s'è spento in amarezza
e la cetra mutò in pianto
il suo impeto d'amore.
Il mio vigore è spento
ed ogni forza scomparsa
il mio arco non si tende
ed io naufrago fra infiniti dilemmi"
e continuò: " amico caro coltiva
ancora le tue arti nascoste,
insegna ad amare con grazia e cortesia
i misteri di Venere non propagarli
a chicchessia"
Ti prego mia Signora
soccorrimi abbi pietà di me
l'amore eccita e lusinga
il mio essere vitale,
Conosco la causa del mio male,
mi sento morire ed allora
richiamo alla mente le tue delizie
ah quale meraviglioso tormento
trovarmi così esposto al mio delirio.
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Commenti (2)
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Silvia De Angelis30 agosto 2010
L'amore, essenziale sentimento della vita, in questa lirica sembra soccombere alla sua grande forza implosiva... ma è solo un attimo di delirio... Lirica molto piaciuta
f
faraon gianna30 agosto 2010
percepita e bella continua a scrivere queste melodiose poesie
