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Riflessioni 2 settembre 2010 · lettura 1 min · 3597 letture

Il tintinnio del letargo

Daniela Pacelli 1101 poesie pubblicate
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Spiego a stento gli occhi su fili argentati che sovrastando l'etra m'accecano i sensi anelati dentro un repente letargo. Come caduchi rami danzanti al vento così il cuoio e le ossa si perdono nella giostra di un sogno che vestito di realtà m'abbandona farneticante nel giaciglio della sera. Ponderose catene m'imprigionano lasciandomi inerme come se una stretta a gran voce urlata il respiro mi togliesse mentre guardo il mondo fuggire via. E resto qui tra silenti braccia della notte ad ascoltare i passi miei tornare tintinnanti sul palcoscenico di questa vita.
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Ops, avevo dimenticato la nota... La nota recita "aprile dolce dormire" ma l'abbassamento delle temperature degli ultimi giorni che dissolvono gli ultimi scampoli di questa estate... mi hanno investiti in uno strano torpore, stanchezza e svogliatezza! Il corpo non reagisce e nemmeno la mente che vorrebbe dormire dormire e dormire...

L'autore
Daniela Pacelli
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Commenti (15)

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Antonella Scamarda2 settembre 2010

Il desiderio di librarsi nell'aria seguendo i nostri sensi, come gabbiani, sulle bianche scogliere della Vita... e sentirsi stretti da una catena che ci intorpidisce in un "repente letargo"... Che bella!

L
Loreta Salvatore2 settembre 2010

Un testo che rivela la profondità di visione della vita della nostra autrice. Scelta lessicale che denota una ricerca linguistica accurata. Un messaggio esistenziale stupefacente. Da lode, sinceramente.

Nemesis Marina Perozzi2 settembre 2010

A volte si desidera il letargo per chiuderci momentaneamente entro il nostro guscio, per interrompere i contatti col mondo e rimanere sintonizzati soltanto con noi stessi. Ci serve per riflettere, per dimenticare il dolore, per prendere delle decisioni. È noto infatti, che il sonno sia un ottimo rimedio per sanare momentanee pause di riflessione,

Shelly Nicole Del Santo2 settembre 2010

A volte si ha bisogno davvero di staccare la spina... per rintanarsi in un letargo. E ci sembra che la sera arrivi preziosa per immergerci nei nostri sogni e nel nostro riposo. Molto bella d'intensa riflessione... Complimenti all'autrice!

Un'introspezione che ti vede ora legata a una vita che a stento riesci a vedere con chiarezza... Rimani legata con i rami che sento il vento ma non sai se seguirlo... Sei legata a catene forti che ti lasciano sospesa ad osservare questa vita che sta svolgendosi... Aspetta ascolta, ritornerà la luce... Versi maliconici e tristi, Dany tornerà quel sole sulle vite sempre... E' stupenda questa poesia!

Kiaraluna2 settembre 2010

I sogni a volte si addormentano ma non sanno morire. Ci restano accanto, bastoni per il nostro cammino, inseparabili compagni, incapaci di smettere di germogliare. Delicata e bellissima Dany, un vero dipinto dell'anima.

Francesco Luca2 settembre 2010

profondi e intensi versi scritti con abile espressività...complimenti poetessa

Silvia De Angelis2 settembre 2010

Qualche momento di inedia, che sembra impedire, per qualche giorno alla solita energia di imprimere quella nota iniziale per iniziare con impeto il nuovo giorno... Lirica piaciutissima

Rita Stanzione2 settembre 2010

La ricerca di una condizione temporanea di distacco da ogni gravame sarebbe l'ideale... l'idea del "letargo" anche me ha sfiorato talvolta. Versi bellissimi in un'altrettanto gradita forma, !

Francesco Scolaro2 settembre 2010

La mente ha bisogno di riposare per rigenerarsi dagli affanni, ma morfeo è esigente e per qualche motivo non arriva all'appuntamento lasciando che l'essere continui a chiedersi e a domandarsi senza tregua...

mario calzolaro2 settembre 2010

Come acqua da fonte così i versi di questa poesia fluiscono dal grande cuore di un'Autrice davvero significativa e coinvolgente.

Moreno il Duca2 settembre 2010

grandissime emozioni ci regali in questa poesia dove si nota tutta la tua potenza espressiva, piaciuta

S
Silvia Cingolani2 settembre 2010

ci sono dei momenti durante i quali è bello anche lasciarsi vivere un po' più lentamente... aspettando la voglia di fare di più...intanto se scrivi così...vai bene lo stesso.

Danielinagranata2 settembre 2010

parole splendide compongono versi che paiono sognanti velati di magnetismo anche se una nebbia di malinconia li accompagna... splendida

Anna Maria Scamarda2 settembre 2010

Il corpo è come un barometro: registra tutto. A volte, bisognerebbe assecondarlo più spesso nel bisogno di dormire. Perché quando non lo facciamo, lui registra il debito. Che poi inevitabilmente paghiamo nella forma di uno stress accumulato. Io ne ho accumulati cosi tanti di questi debiti che non so se potrà bastarmi la vita intera per poterli estinguere. E non consiglio mai agli altri uno stile di vita che, soprattutto in là negli anni, può ripercuotersi pesantemente sulla salute. Versi molto riflessivi e sentiti.