Dantesca
Michele Prenna
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Giunto al termine quasi del cammino
a dirlo verseggiando come Dante
mi ritrovai in un bosco della Rasa
scendendo al piano dalla Chiusarella
allor che scorsi ad impedirmi il passo
non lonza né lione e lupa manco
sì ben, canuto il crine, gran cavallo.
Nitrendo contro mi si mosse a guerra
e subito in cor scesemi gelo
temendo l'urto di cotanto peso.
Però me condusse a salvamento
vitale istinto che nello recinto
di lato allo sentiero verso il prato
scovò pertugio per scamparvi il corpo.
Testimoni miei versi dell'equino assalto
i posteri avvisate dei perigli
da selve e boschi spesso sortiti
onde avvertiti li vincano da forti
e non ne escan morti.
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L'autore
Michele Prenna
Commenti (2)
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Maria Rosy3 settembre 2010
Mattutino settembrino mi si annuncia simpaticamente con questa tua poesia che mi ha strappato un sorriso Carinissima e divertente .
Lidia Filippi3 settembre 2010
Molto piacevole! Così per rendere le immagini più vive e colorate... In stile dantesco. Bravo Michele!

