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Donne 3 settembre 2010 · lettura 1 min · 3836 letture

Sakineh - Shekhinah

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Vorrei fissare gli occhi di chi, ti ha condannato a morte! Di chi ti ha giudicata, con crudele ottusità. E poi volgere lo sguardo verso gli occhi di Dio, quel Dio disperato che invoca il tuo nome che appare forgiato sulla sua stessa essenza: Sakineh - Shekhinah. Tu, donna velata, e la divina presenza, in un mediatico palcoscenico ove l'amore subisce un martirio che i tuoi occhi sembrano accettare con rassegnato silenzio. Mormora il mondo, parole di indignata ribellione mentre tu - percossa e violata - vedi la tua femminilità spegnersi per mano di un dio che non esiste evanescente ectoplasma vagante tra bianchi sepolcri.
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Ho voluto accostare il nome di Sakineh a quello di Shekhinah (nube biblica che indica la manifestazione divina). Le due pronunce si somigliano molto e rendono ancora più evidente l'assurdo contrasto tra alcune leggi umane e quelle di un dio che esiste solo nella mente di chi se l'è creato a propria immagine e somiglianza.

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (5)

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Aldo Bilato3 settembre 2010

questa è da encomio!... a prescindere dalla nota che condivido... e che allarga a più profonda riflessione... è il procurare morte per lapidazione... che è d'una bestialità sovrumana... anzi propria solo del genere a cui appartengo... e di cui mi vergogno ogni qualvolta che... non che ammazzare in qualsivoglia modalità sia meno condannabile... ma questa pratica se ci penso... mi spacca la mente in due... mi stravolge... riflessione riduttiva... ci sarebbe da farne un sermone... e comunque non si arriverebbe a vederne la ragione... complimenti... cià*

Sergio Melchiorre3 settembre 2010

Poesia molto lucida che affronta in modo delicato il dramma della lapidazione. Molte donne vengono uccise, violentate e condannate a morte sotto lo sguardo ipocrita di molti governi occidentali... Grazie d'aver scritto una poesia che mi ha arricchito culturalmente! COMPLIMENTI DI CUORE!

Kiaraluna3 settembre 2010

Al di là della bestialità della forma... la lapidazione,è l'arroganza di credersi giusti al punto di poter condannare chicchessia a perdere la vita. Anche chi non Crede si può riconoscere nel " chi è senza peccato... scagli pure la prima pietra"!Ma sono certa che farebbero a botte per il primato! Stupenda, un profondo inchino.

la lapidazione... pratica d'una bestialità inaudita inflitta poi a chi dona amore e crea la vita... sono veramente disgustata nel sentire come si possa ancora oggi perpetrare tale atto disumano. Le donne sempre al centro della violenza in ogni società, ma in questi casi si fa violenza a tutto il genere umano. Bella e molto condivisa

D
DramaVert6 settembre 2010

Gran bella iniziativa, mi è piaciuta. Però secondo me Dio avresti potuto non coinvolgerlo x rinnegarlo. Sarebbe stato un pezzo più lucido. Oppure avresti potuto specificare meglio cosa intendevi con la parola "Dio"...se una ideologia o cosa... Perché così, credimi, potresti risultare persino offensivo nel chiamarlo "evanescente ectoplasma vagante"... Spero di non averti offeso.