Anime allo specchio
Saranno i verdi pascoli in fiore
che regalano ai fanciulli
l'idea della primavera spensierata.
O i falò di gerbere in riva al fiume
che fanno odorare l'aria di vecchio
e il prato di marcio nauseabondo.
Sarà il fresco delle lacrime
che donerà sollievo da un pianto
che ha inaridito il cuore,
o il pizzicore del pepe nel sugo
che lascia lacrimare la bocca
e spalanca la porta dello stomaco goloso.
Saranno le zanzariere estive
che rendono eterea la luna,
unica a brillare d'orgoglio della sua anemia,
o le ombre dei marinai sui muri,
illusioni di amori che nessuno deve sapere,
di quel balzo carnale che sbaglia sempre momento
Saranno i canti delle sirene
che vivisezionano l'anima incosciente
allo specchio di una notte strabica,
o i lamenti degli accampamenti indiani
che richiamano la pioggia
e il piscio del bisonte a fecondare le praterie.
Sarà l'ape regina,
incontrastabile fierezza meschina e caritatevole,
padrona del tutto e del niente,
o l'abbraccio della mantide che si spezza,
troncandosi di netto in due sogni,
l'amore che va e la morte che viene.
Sarà l'indice curvo sull'innocente
inginocchiato davanti al suo cane
e sgabello per il suo carnefice,
o il culo della scimmia in cima alla pianta,
che fa il verso a una salma pensante,
fiera delle sue scarpe di polistirolo
Sarà lo specchio d'acqua pura
che giace silenzioso nel cuore di te,
o lo specchio della tua vita,
che mi serve gentile in un vassoio
una tazza di caffè e una spremuta d'arancio
©
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