Un posto per pregare
Posseggo braccia possenti per arare
e grandi mani per poter vangare,
il mio corpo può resistere
sotto il sole per ore intere.
Per ogni stagione ho una casa
e per ogni porta la chiave.
Ho un letto caldo e del buon vino
e una donna per ogni notte.
Ma non ho un posto per andare a pregare
Ho un posto per andare a bere,
ho un posto se voglio scappare,
ne ho anche uno se voglio parlare.
Ma non ho un posto per andare a pregare
Ho solo la forza della pazienza
ed il coraggio della speranza,
a stento resisto a questo vento
lungo queste strade di ghiaia.
Di questa valle conosco ogni pista,
e ogni luogo dove conducono queste piste,
quei luoghi lontani che tutte le notti
vado a trovare con i miei desideri.
Ma non ho un posto per andare a pregare
Ho un posto che chiamo amore,
ho un posto che chiamo dolore,
ne ho anche uno per stare in silenzio.
Ma non ho un posto per andare a pregare
Mi ritrovo tutte le notti a specchiarmi
in questo cielo fatto di vetro,
in questa luna ruffiana e bastarda
che mi spia attraverso le piante.
Negli occhi limpidi di un cane randagio,
nelle lacrime di chi non può tornare,
nel fiato nebbioso di un inverno improvviso,
e non ho un posto per andare a pregare.
Ma non so se io voglio
un posto per andare a pregare.
Però... forse ho già
Il mio posto... adatto a pregare
©
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Commenti (1)
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alessio carlini25 ottobre 2010
uno stile unico il tuo molto apprezzato e forse, questa poesia è già una forma di preghiera e a volte con la poesia, si prega... piaciutissima un abbraccio
