Uomini invisibili

Uomo da latrina,
in uno sporco porcile,
ai margini delimitato,
obbligato
a sfamarti
coi soli resti,
dell'opulento pasto
dei grassi ventri,
sù luculliane
tavole
appoggiati...
cadono briciole,
vanno a sfamare
vite,
fatte d'amore
e cieli con lontane patrie
e sogni...
Uomo invisibile,
il tuo urlo silente,
lacerante
il cielo spacca,
apre
profonde voragini
e piove sangue
e invade
e segna
e bagna...
le misere coscienze
addormentate,
soffocato solo
dall'ira legale
dei bastoni...
Un tempo
uomini...
ora viscidi serpi,
hanno ingoiato
anima e vita
e vomitato
sull'inerme,
fiele,
gliel'hanno dato
in pasto
come fosse
dolce miele...
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Commenti (4)
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Salvatore Ferranti4 settembre 2010
una poesia molto dura ma molto realista...è cosi che si deve fare... bei versi che mi hanno fatto molto riflettere...
Silvia De Angelis4 settembre 2010
Veesi molto incisivi e profondamente espressivi in una lirica abilmente stilata, gradita e molto piaciuta
Moreno il Duca4 settembre 2010
una poesia molto dura e tosta che rispecchia la realtà che ci attornia complimenti poetessa
Daniela Marculet6 settembre 2010
Ecco sei nel mio condividende pensiero! Andate a vivere in Polinesia O popolate il deserto di Cazzonesia Ma lasciateci vivere senza mal di testa Lasciateci l'aria per la nostra desta! , grazie...



