Icona

Ieri ti ho vista salire sul podio di marmo
e poi ti hanno appeso una medaglia di latta,
tra il ventre e l’aorta. Ridevano gli inetti
mentre affogavano cent’anni della tua luna.
nel pozzo già morto degli smarriti desideri.
In un attimo senza pena ti hanno uccisa...
e sul muro bianco non ho visto scorrere sangue
e non ho sentito lo straziante urlo del cielo.
Tu che libera e a piedi nudi, di spuma danzavi
da mille anni sui fianchi obesi del mare.
Tu che per nulla, al vento regalavi il tuo sorriso
per portalo veloce nel girotondo- bambino
- innocente e felice -
nei vicoli stretti e sui marciapiedi rotti
di Istanbul, Atene e Parigi-
...e tra le pupille di gesso
ora sei solo un’immobile statua,
un’icona vergine e bianca, di gelida cera- lacca.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sinceramente apprezzata... (Sara Acireale)
Complimenti, molto apprezzata! (Patrizia Ensoli)
My like buona srerata. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale9 settembre 2018
Ribellione che condivido per una donna che è stata assassinata, "per Marta e per tutte le marte del mondo" scrive la Poetessa. Non se ne può più e spero che questa strage abbia fine. Versi forti che entrano dentro le pieghe dell’anima e scuotono le coscienze.
