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Riflessioni 4 settembre 2010 · lettura 1 min · 2087 letture

La differenza

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Stefano Toschi 143 poesie pubblicate
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Forse che un tuono, l'onda sinusoidale del suono, attraverserà goccia su goccia il ciclone, per cantare versi nell'occhio sereno? O un racconto scaverà le radici, che ingravidino la terra del loro futuro? No vi dico, ma una brezza leggera, senza capo né coda, sulla soglia dell'ora che veleremo il volto per la disseminazione. Poi la pioggia, i sassi, lo sbattere rabbioso e la terra berrà l'indole scura feconda, capiente, residuo o resto, un'ombra, forse un ventre... Un seme marcescente diaspora sema semente dissolvenze nome disperso né retro né verso nella notte del sesso della morte del senso.
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Commenti (1)

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Angelo Ricotta6 settembre 2010

Un'altra riflessione sulla vita, sul futuro. Il poeta si chiede se saranno dei versi o un racconto a determinarlo. Risponde di no, sarà il caso, il caos. E in un modo duro, traumatico com'è la natura. Interessante formalmente la sequenza 'diaspora sema semente' perché diaspora è anche disseminazione già esplicitamente utilizzata. Sema poteva continuare con semema e lessema, tutte unità semantiche progressivamente completantisi, ma l'autore salta a semente con un'analogia, un'affinità di significato per ribadire il concetto di marcescenza: notte morte sesso senso, disperso ossia disgregato, la dissoluzione finale, tema caro al poeta.