La differenza
Forse che un tuono,
l'onda sinusoidale del suono,
attraverserà goccia su goccia
il ciclone, per cantare versi
nell'occhio sereno?
O un racconto scaverà
le radici, che ingravidino
la terra del loro futuro?
No vi dico, ma una brezza
leggera, senza capo né coda,
sulla soglia dell'ora
che veleremo il volto
per la disseminazione.
Poi la pioggia, i sassi,
lo sbattere rabbioso
e la terra berrà
l'indole scura
feconda, capiente,
residuo o resto,
un'ombra, forse un ventre...
Un seme marcescente
diaspora sema semente
dissolvenze
nome disperso
né retro né verso
nella notte
del sesso
della morte
del senso.
©
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Commenti (1)
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Angelo Ricotta6 settembre 2010
Un'altra riflessione sulla vita, sul futuro. Il poeta si chiede se saranno dei versi o un racconto a determinarlo. Risponde di no, sarà il caso, il caos. E in un modo duro, traumatico com'è la natura. Interessante formalmente la sequenza 'diaspora sema semente' perché diaspora è anche disseminazione già esplicitamente utilizzata. Sema poteva continuare con semema e lessema, tutte unità semantiche progressivamente completantisi, ma l'autore salta a semente con un'analogia, un'affinità di significato per ribadire il concetto di marcescenza: notte morte sesso senso, disperso ossia disgregato, la dissoluzione finale, tema caro al poeta.
