La fuga
Me ne sto immobile
continuando a fuggire
non potevo salire
e son retrocesso
faticosa purificazione
di troppa zavorra
troppo incarnata
quell'insanabile pece
senza ristoro
l'animo perso
un mondo parallelo
dalle pareti gelate
avanzata nel deserto
di resurrezione forzata
tutto si sgretola
assurdo e miraggio
sempre più trasparenti
vedo i giganti
tutto si chiude
al troppo vedere
resta il silenzio
all'estremo sapere
nulla attecchisce
nella terra assetata
mi guardo intorno
e non vedo nessuno
non poter continuare
e doversi fermare.
©
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