Di lei ricordo
laura marchetti
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Lunghi ricci castani
Due occhi di nocciola a rincorrere aeroplani
Fazzoletto al ginocchio, timida e scontrosa
una goccia di rugiada fra le spine di una rosa
A piedi nudi su campi di grano e nel suo sguardo grandi ali
per volar lontano
Aveva una vecchia "Graziella", per lei bianco cavallo
e le canne per terra, sontuoso castello
Matite e pastelli colorati e per saltare una fune,
un piccolo flauto intagliato con canna di fiume
Sacchetti come palloncini e bolle di sapone
e le note stonate di una dolce canzone
Di lei ricordo
La sua dolce paura
Nascondeva incertezze per sembrare sicura
Parlava di luoghi misteriosi e fatati
e di giochi per strada già dimenticati
Di lei ricordo
e ricorderò ancora
Anche se il tempo che è passato è come un fiume da allora
A volte il tempo è strano
fa degli strani giri per poi riprenderti per mano
E rivivono ancora persone da un passato
forse perché quel cuore in fondo non è mai cambiato
Un vecchio album
Una sua fotografia
Ti ho ritrovata per un attimo
Infanzia mia...
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
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