In reparto
Beh, che dire di me? Sono una mamma di 35 anni, vivo in provincia di Pesaro, e non sò nemmeno come, ma da qualche anno le mie mani a volte si mettono in contatto con la mia anima, e scrivono..... scrivono.....e questo mi fà stare molto bene. Ho scoperto questo sito per caso (o forse no? niente capita per caso!) e con
Commenti (7)
molto triste e malinconica la tua poesia... ma mi ha veramente colpito la descrizione di questa realtà che non conosco, dove dopo tanto tempo l'ospedale diventa la casa di queste persone, l'unico luogo dove possono essere capiti.
Purtroppo conosco questa realtà e posso confermare che è proprio così: l'ospedale diventa una sorta di limbo, di porto franco, di luogo fuori dallo spazio/tempo, al di fuori del quale c'è il nulla...
Versi in cui si respira la vita reale e vissuta, versi che si leggono tutti d'un fiato, si fanno gustare e inducono anche a riflettere
Versi che si soffermano su un'amara realtà di persone che disagiate di salute, trovano contatti e grande umanità in luoghi ove altre persone vivono, più o meno, la stessa situazione e quando riprendono il ritmo di vita normale piombano in una angosciante solitudine... Lirica ottimamente stilata, molto apprezzata
un triste spaccato di dura realtà che poci conoscono o non amano conoscere... Vera, sincera, meravigliosa, piaciuta molto!
Già a volte si sentono così completi lì in ospedale, che alla fine è come se diventasse una realtà per loro più richiesta... Stare in mezzo alle persone che hanno bisogno come loro, prodigarsi per loro, e formare una famigliuccia... Bellissima poesia vera e versi ben stilati!
Sono cose che spesso penso quando mi capita di andare in ospedale e osservo quegli anziani come se si trovassero a casa, curati, in mezzo a tanti altri come loro, a volte con lo sguardo assente e poi usciti da lì per molti c'è la solitudine. che brutte cose. Fa riflettere ed emozionare questa tua lirica. Molto piaciuta






