Finzione quotidiana

Nata nel 1980 la mia passione per la lettura e la scrittura, in particolare la poesia, è nata sin da bambina, purtroppo la mia innata ribellione e la mia fame di esperienza di vita e di viaggi mi hanno fatto abbandonare presto gli studi cosa di cui sono amaramente pentita. Anche se auto-didatta ho sempre coltivato ques
Commenti (4)
Davvero bella! Che dire, hai proprio ragione! Non c'è canzone più azzeccata di quella che hai scelto!
ottime e nitide riflessioni espresse in modo naturale che si assimilano immediatamente leggendoti. piaciutissima un abbraccio
molto bella! le comodità di questo mondo ci rendono paradossalmente meno liberi, teledipendenti, telefonino dipendenti internet dipendenti, la comunicazione come ben dici tu è solo virtuale,è questo stride col nostro bisogno di condivisione e contatto umano. Ho letto da qualche parte che quando l'uomo venne messo nei campi di concentramento e nei gulag, si gettarono le basi per considerare gli esseri umani non più come individui, ma come masse, credo che questa invadente virtualità sia la prova che chi l'ha scritto avesse ragione.
eh già, forse si stava mglio dentro la caverna. il progresso ormai ci rende schiavi corri corri per andare dove? non ci lascia nemmeno più il tempo di pensare... ribellione condivisa ed apprezzata.


