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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Maria Giovanna Fronteddu
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Ribellione 10 settembre 2010 · lettura 1 min · 4335 letture

Finzione quotidiana

Maria Giovanna Fronteddu 148 poesie pubblicate
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Che gioia il progresso la discoteca che gioia questa vita vuota e cieca la moda l'apparenza la tecnologia la scienza la fretta la democrazia il traffico il rumore l'indifferenza l'arrivismo e la convenienza il lusso i codici la moralità la tecnica le banche la comodità la comunicazione solo virtuale la dipendenza dal cellulare il lavoro come unica ribellione la libertà di scegliere la prigione la sottile finzione quotidiana dei graziosi tempismi occidentali schiacciata da torbide repressioni che uccidono silenziosamente le nostre splendide ribelli ragioni.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maria Giovanna Fronteddu

Nata nel 1980 la mia passione per la lettura e la scrittura, in particolare la poesia, è nata sin da bambina, purtroppo la mia innata ribellione e la mia fame di esperienza di vita e di viaggi mi hanno fatto abbandonare presto gli studi cosa di cui sono amaramente pentita. Anche se auto-didatta ho sempre coltivato ques

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Commenti (4)

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L
Lena10 settembre 2010

Davvero bella! Che dire, hai proprio ragione! Non c'è canzone più azzeccata di quella che hai scelto!

alessio carlini10 settembre 2010

ottime e nitide riflessioni espresse in modo naturale che si assimilano immediatamente leggendoti. piaciutissima un abbraccio

P
Pencil10 settembre 2010

molto bella! le comodità di questo mondo ci rendono paradossalmente meno liberi, teledipendenti, telefonino dipendenti internet dipendenti, la comunicazione come ben dici tu è solo virtuale,è questo stride col nostro bisogno di condivisione e contatto umano. Ho letto da qualche parte che quando l'uomo venne messo nei campi di concentramento e nei gulag, si gettarono le basi per considerare gli esseri umani non più come individui, ma come masse, credo che questa invadente virtualità sia la prova che chi l'ha scritto avesse ragione.

Enio Orsuni10 settembre 2010

eh già, forse si stava mglio dentro la caverna. il progresso ormai ci rende schiavi corri corri per andare dove? non ci lascia nemmeno più il tempo di pensare... ribellione condivisa ed apprezzata.