Dicotomia dell'uomo
Se alcune corde di potessero spezzare
come rami secchi con anestetico taglio
arriveremmo al termine immortali e lindi.
Se si potesse ignorare il mondo
e in certi notti di freddo sudore
crearsi una bolla di profumo
per respirare quiete
ritroveremmo il punto
di confine tra terra e cielo.
Saremmo alberi, gabbiani in volo
montagne rasenti l'infinito.
Ma come angeli caduti
nella dicotomia perenne
della gioia che nasce prepotente
ed il peso che portiamo in petto
viviamo di eterni opposti
di luce e buio
del nulla e dell'amore.
Forse solo adottando
un distacco emotivo
si perviene
ad un punto di equilibrio
più ragione e meno cuore:
Ma il mio essere propenso
ad esplorare strade ignote
non sale più
sulla bilancia della logica
e si abbandona ormai
ad un destino già tracciato
©
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L'autore
Novara Marianna
Sono una donna come tante che lotta tutti i giorni come una donna qualunque, con un piccolo difetto: amo scrivere. Sono una donna semplice che proprio nella semplicità del cuore trova la profondità del suo essere e travalica i confini del finito. A che serve una foto, sapere gli anni, potrei essere bellissima o no,
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