Sbarre di fobia sociale

La mente,
quante prigioni ha la mente;
catene corte da soffocare,
la mente inchioda
dentro al buio.
La porta chiusa in fretta
per non far vedere la propria figura
sempre oggetto di riso,
di occhiate crudeli.
Ed intanto l'ansia
semina il terrore,
radici nere
nel profondo del cuore.
Fobia sociale,
sembra che per tutti sia facile:
''Apri quella porta e fregatene.
Vai vai chi se ne fotte!''
Il consigliere è sempre pronto
con le perle di saggezza,
non gli riguarda,
non conosce
i tormenti della solitudine
e dell'amarezza.
Ci sono giorni di pioggia e giorni di sole
ma in casa sono tutti uguali,
si potrebbe buttare l'orologio
tanto
la solitudine genera tristezza
e con essa tutti i mali.
Non si distinguono le ore
quelle allegre
da quelle fiacche,
fin quando ci si ritrova
a parlare da soli
con ossessive
filastrocche.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (1)
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Raggioluminoso16 settembre 2010
Una poesia degna di nota per il problema che in essa è affrontato. I pregiudizi e gli stereotipi fanno parte del genere umano, difficili da sradicare. Spesso i comportamenti agiti, creano fobile e quella soiale è un malessere assai diffuso. Chi vive questa particolare condizione, porta sulle spalle una grande sofferenza. Una lirica che ben delinea questa problematica. Lirica molto apprezzata!
