Finzioni
Michele Prenna
1350 poesie pubblicate
+ Segui

Quelli che vissero è consuetudine onorare di fiori
forgiati bronzei per durare su lapidi e monumenti.
Steli di plastica colorata spiccano su povere tombe
adorne di veri boccioli alla ricorrenza del novembre.
Gli scritti come gli specchi riflettono l'uomo
rendendo ai potenti l'immagine falsa di bello.
Ai giusti per pochi che siano non servono finzioni
ché subito sai riconoscerli come splendidi fiori.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michele Prenna
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enio Orsuni18 settembre 2010
a roma si dice bugiardo come una lapide infatti si legge: padre esemplare, sposa fedele ma spesso si tratta di un cornuto e debosciato e di una puttana. cmq bella e piaciuta bravo michele
Annamaria Barone18 settembre 2010
Un'amare e giusta considerazione. Se il frammento della vita si dovesse scrivere su un epitaffio, credo che più di un morto si rivlterebbe nella tomba, o forse, oramai, riderebbe di quello che per i vivi sembra importante e per i morti non più...


