Frammenti di una melodia
laura marchetti
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Di quel piccolo giardino
restano le piante di pomodori,
pallide si arrampicano verso il cielo
in un'aria calda di fine estate,
fra nuvole spesse come coperte,
come occhi abbassati
che trattengono un pianto.
L'accento straniero di una badante
incoraggia la tua stanchezza,
fra i voli delle ultime rondini
che si apprestano a partire.
Ma non ti sei arresa, sono io
che ho paura di un cambiamento,
tu sei una quercia
che osserva con dolcezza le sue
ultime foglie,
accarezzi i colori confondendo
gli autunni alle primavere,
vuoi lasciare una carezza
il vento che scuote la chioma,
sono note i frammenti di una melodia
che hai tramandato e vuoi
che coltiviamo ancora,
come quel fiore che ha già messo radici
dentro il mio cuore.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti3 ottobre 2010
una poesia che è come uno splendido quadro impressionista. e sono rimasto affascinato dagli squarci che regalano emozioni. versi che hanno il sapore delle cose buone, quelle più sane...

