Candele consumate
Rita Minniti
1106 poesie pubblicate
+ Segui

Raccatto cocci di storie
rivisitate dai pensieri.
Ombre stinte
di gomitoli
srotolati intorno a me.
Promesse regalate al cielo
d'istanti senza voce,
a ricordarmi sguardi verso occhi
capaci di capirsi.
Ma quanto tempo
in ore perse
tra gocce limpide
soltanto in apparenza.
Candele consumate
alla luce di contorni
sprofondati nel silenzio.
Sono soltanto
frammenti
di flash in dissolvenza,
i miei ieri,
lasciati macerare in dubbi
inceneriti dall'indifferenza.
Ardono le pagine
d'un libro senza nome,
scomparendomi alla vista,
ma non al cuore.
E mi feriscono le mani
carezze evanescenti,
bagnate
dall'odore acre della notte,
mentre mi stringo
intorno al mio domani,
raccogliendomi
in soffi di luce,
d'una speranza che non muore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Minniti
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enio Orsuni18 settembre 2010
bella poe e bella chiusa l'importante che le candele non si spengano mai. sempre unica nel tuo poetare. brava rita mi piaci sempre più
Ela Gentile20 settembre 2010
Versi molto belli e intensi, piaciuti tanto ed apprezzati. Complimenti.
Angela Rainieri20 settembre 2010
Tante volte ci ritroviamo come poveri "mendicanti" a "raccattare" i "cocci" della nostra vita cercando di "ricostruire" attimi di tempo che lentamente si è consumato fra le nostre mani come cera di candele... attimi di vita perduti che lasciano solo l'amaro di un rimpianto ma che fanno anche riflettere sul presente ...per poter riscrivere nuove pagine di un libro ancora aperto sul futuro... Bellissima e significativa, complimenti!



